Amici 20, Leonardo Lamacchia: «Verità è la parola chiave del mio percorso»

Leonardo Lamacchia ci racconta il suo percorso ad 'Amici', dal coming out al rapporto con Maria De Filippi. La nostra intervista.
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Ad Amici Leonardo Lamacchia ha ritrovato la voglia di mettersi in discussione e credere nuovamente nel suo sogno di cantautore, ma per qualche anno aveva addirittura smesso di scrivere canzoni. L’artista 27enne nato a Bari ma di stanza da un paio d’anni a Milano, infatti, ha alle spalle una cocente delusione che lo ha portato a vivere una fase di profondo scoramento.

Era il 2017 e Leonardo Lamacchia debuttava tra le Nuove Proposte di Sanremo con Ciò che resta, eppure dopo quel quarto posto le cose non andarono come aveva sperato. Il coraggio di riprovarci ha poi avuto la meglio, e forte di nuovi brani nel cassetto Leonardo Lamacchia ha bussato alla porta di Amici che gli ha donato una seconda possibilità portandolo fino alla seconda puntata del serale.

Hai più volte parlato di Amici come una ripartenza, quali nuove consapevolezze hai maturato?
È stata una ripartenza sia dal punto di vista artistico che personale. Quello che mi porterò dietro è la consapevolezza di quel che sto facendo, di avere un punto di vista chiaro su quel che succede.

Quando hai capito che eri pronto per rimetterti in gioco?
È successo tutto naturalmente dopo la scrittura dei pezzi che sono stati pubblicati durante questo percorso. Forse scrivere cose che sentivo mie al 100% mi ha dato la spinta per ripartire.

Quanto è stato difficile spogliarti delle tue insicurezze davanti alle telecamere?
Mi ha messo tanto alla prova, l’ho vissuto come un cambio radicale e devo dire che ha funzionato. Mi ha mostrato in tutta la mia vulnerabilità, ma ognuno di noi ha le sue fragilità e sono quelle che ci rendono unici, quindi dobbiamo esserne fieri.

Senza quelle ci sarebbe anche poco da scrivere…
Forse sono quelle che ti portano a filtrare tutto e poi a scrivere, perché magari è l’unico modo che hai per gestirle e raccontarle anche a te stesso. Sicuramente scrivere è una valvola che aiuta tanto.

Una pagina molto bella del tuo percorso è stato il racconto della tua storia personale. A proposito del coming out hai dichiarato: «Ho il dovere di farlo come artista. Non voglio più avere paura».
Ho ritenuto necessario farlo in quella circostanza con un pubblico così ampio e giovane. Se succedono ancora certe cose nel 2021 bisogna parlare e cercare di far arrivare il messaggio a tutti, perché non dobbiamo discutere dell’amore come di un problema. Raccontare la mia storia ha aiutato non tanto me, perché io ho avuto un percorso bello e senza complicazioni se non quelle che mi sono creato da solo, ma ci sono ragazzini che incontrano difficoltà in famiglia, con gli amici, nel contesto sociale. È nostro dovere parlarne finché non finiranno questi episodi.

Leonardo Lamacchia

Alcuni tuoi colleghi si stanno esponendo a tal proposito difendendo il ddl Zan, o prendendo posizione sulla storia di Malika (la ragazza cacciata di casa perché omosessuale, ndr): era ora che anche il mondo del pop si facesse sentire?
A prescindere dal lavoro che si fa è giusto che tutti diano questo messaggio, soprattutto chi può dargli più visibilità. È normale che se si espongono rappresentanti del mondo dello spettacolo si portano dietro tanta gente. Far passare messaggi giusti, adatti al 2021 è una missione che dobbiamo portare avanti per vivere tutti in un mondo più sereno.

Tornando alla scuola di Amici, che cosa ti ha lasciato la conoscenza di Maria De Filippi?
Maria è indescrivibile, è una donna unica. Il rapporto con lei mi ha lasciato tanto, soprattutto la verità. Credo sia la parola chiave di questo percorso. Ho tanta stima nei suoi confronti, non smetterò mai di ringraziarla.

Molte tue canzoni sono notturne: componi con il favore delle tenebre?
Mi piace tanto la dimensione notturna, mi colloca in un altro spazio e in un altro tempo, riesco ad analizzare le cose da un altro punto di vista. Ora che mi ci fai pensare sono state scritte quasi tutte di notte, sicuramente Via Padova e Orione. In realtà Giganti Il Natale e l’estate no…

Ogni tanto dormi pure tu.
Sì ogni tanto provo a dormire e ce la faccio!

Sono tutti brani molto diretti: hai mai avuto un feedback dai destinatari a cui sono rivolti?
Sì mi è capitato. È successo anche se questa persona non sapeva di essere in una canzone, però riascoltando ha capito ed è stato bello sentire che avevo descritto quella scena nella quale non mi ero riconosciuto solo io.

Tra i tuoi fan c’è anche Sandra Milo, possiamo rassicurarla dicendo che stai lavorando a nuova musica?
Fantastica! Sto scrivendo tanto, più di quanto abbia fatto nella scuola. Non so ancora quando uscirà qualcosa ma sicuramente mi sto mettendo al lavoro per questo, non vedo l’ora.

di Emanuele Corbo