Mr Rain: «Petrichor, una battaglia che finisce con una promessa a me stesso»

Mr Rain ci racconta l'album Petrichor, una sorta di auto-analisi che inizia con Fiori di Chernobyl e si chiude con una promessa a se stesso.
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Venerdì 12 febbraio esce Petrichor, il nuovo album di Mr Rain. Anticipato da Fiori di Chernobyl (certificata Doppio Platino) e da Non c’è più musica con Birdy, l’album vanta dieci tracce, tra cui Nemico di me stesso con il rapper Hopsin.

«Non avevo più voglia di scrivere, facevo fatica a pensare di produrre. – ci racconta Mr Rain a proposito della genesi di Petrichor – Scrivendo Fiori di Chernobyl mi sono aiutato ad uscire da questo brutto periodo e da lì è partita l’ispirazione di fare questo nuovo disco. È un po’ figlio di questo 2020. Ho riflettuto e ho imparato cose che non sapevo di me. È un viaggio alla scoperta di me stesso. In questo disco c’è un dualismo e una battaglia dentro di me che finisce con una promessa a me stesso, di ricominciare da me. È quasi un autoanalisi».

Se il featuring con Birdy è nato in modo molto «semplice, come se la canzone fosse già scritta», il duetto con Hopsin per Mr Rain è «un sogno diventato realtà».

«Ho scoperto Hopsin per il suo stile molto simile ad Eminem, di cui sono grande fan. – ci dice Mr Rain – Fare un featuring con lui è come farlo con Eminem. A marzo gli avevo scritto senza tante speranze. E invece mi ha risposto. Gli era piaciuta molto Fiori di Chernobyl anche se aveva capito una parola. Però gli era piaciuto il sound. Ho preso il mio mondo e il suo e li ho uniti nel modo migliore possibile e a lui è piaciuta subito».

Petrichor, di fatto, va ascoltato dall’inizio alla fine. Come un libro che si sfoglia capitolo dopo capitolo. «Ricominciare da me è stata l’ultima canzone che ho scritto, registrato e prodotto. – ci svela – Ci ho messo un giorno a farla e l’ho fatta due mesi fa. Avevo già idea di fare questa canzone, ma siccome faccio tutto io ero pieno di lavoro. E tendo a posticipare».

Nel mezzo della tracklist, spunta anche una parentesi più dura, composta da Elevator [skit] e dal brano Non fa per me.

«Nello skit ci sono io che parlo col lato dormiente e latente di me. Un tempo ero più testa calda. – ci spiega Mr Rain – Quando quel lato prende il sopravvento inizia Non fa per me. Sono arrivato al punto in cui il vaso è traboccato. Non volevo fare il polemico o il rosicone, ma dare una fotografia del panorama musicale attuale. È pieno di bug, c’è un problema di fondo. È suddiviso in due parti. Nella parte più social, se piaci alla gente vieni premiato. La parte più istituzionale invece fa fatica, perché ha una visione diversa e antiquata. È un peccato perché bisognerebbe giudicare la musica non il personaggio».

Mr Rain ci racconta che lo scorso anno Fiori di Chernobyl fu scartata a Sanremo. Quest’anno la stessa sorte è toccata a A forma di origami.

«Se faccio una canzone mediocre lo capisco e lo ammetto. In questo caso ho il giudizio della gente in mio favore. A tante domande non so ancora rispondere».

«Però mi ritengo fortunato, perché faccio ciò che amo per vivere. – conclude Mr Rain – Se le persone mi dicono che inconsapevolmente, in qualche modo, sono riuscito ad aiutarle il cuore mi si riempie di gioia».

Mr Rain Petrichor