Dopo il singolo solidale ‘Andrà tutto bene’, Jack Savoretti torna ad aiutare la sua Liguria con il concerto ‘One Night in Portofino’. Ecco le parole del cantautore.

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Il cantautore italo-inglese Jack Savoretti è protagonista, venerdì 4 settembre, del concerto solidale One Night in Portofino. Legato fin dall’infanzia all’elegante centro ligure, l’artista riparte dal vivo proprio lì. Da una terra che ha nel cuore e nei ricordi e alla quale ha deciso di dare un aiuto concreto.

Anche l’evento live, infatti, dopo il singolo solidale Andrà tutto bene, servirà a sostenere l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, tra i centri più impegnati nella lotta al Coronavirus. Un modo, quello di Savoretti, per far arrivare tutta la sua vicinanza attraverso la musica, che passa anche attraverso il coinvolgimento delle maestranze dello spettacolo per l’allestimento dello show.

A poche ore dall’esibizione, Jack ha raccontato cosa significhi per lui Portofino e quali sono i progetti musicali in corso. “Avendo vissuto in Inghilterra, America e Svizzera, non ho mai sentito un vero senso di appartenenza a un paese in particolare – ha esordito – ma questo, stranamente, è il posto più vicino a un’esperienza di vita in quartiere che io abbia mai provato.”

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“Tutti mi conoscono da quando sono nato, mi hanno visto correre nudo quando ero bambino – continua ridendo – Ho tanti ricordi qui, mi hanno riempito di insulti e amore per trent’anni! Perciò, quest’angolo di Liguria per me è il profumo di mia nonna, le barzellette di nonno e il fischio di papà.”

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Il lockown, il brano ‘Andrà tutto bene’ e il concerto

Dal passato all’oggi, in questo 2020 così inedito. “Ho deciso di fare una live Instagram durante il lockdown, per parlare con i fan italiani – spiega Savoretti – In quel momento si sentivano quasi abbandonati perché all’estero quella situazione sembrava così lontana

Così, dopo le prime due settimane in cui sono rimasto silenzioso sui social, ho deciso di espormi. E in questo sono stato ispirato da molti artisti italiani come Jovanotti, scrittori, attori e politici. I social hanno creato una forma di comunità.”

È stato bello: i social networks sono diventati davvero ‘social’ e non uno strumento solo per parlare di sé.

“Ero nervoso per quella live, era la prima in vita mia”, confessa ancora Savoretti che spiega quindi l’idea di una canzone collettiva e l’impegno solidale per il San Martino. “Ho deciso di lanciare l’idea di scrivere una canzone insieme. Ho parlato con ventisette persone che sono diventate ventisette autori di Andrà tutto bene.

Tante parti in Italia avevano bisogno d’aiuto e soprattutto certe regioni ne avevano bisogno in maniera particolare. Della Liguria si parlava, e si parla, poco e in un momento di crisi mi spiaceva molto. Per questo motivo, quando ho saputo che il Policlinico di Genova è il quarto ospedale d’Europa per estensione ed è così operativo nell’emergenza, ho pensato che fosse una partnership perfetta.”

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‘One Night in Portofino’ e i progetti per il futuro

L’incantevole piazzetta di Portofino si prepara, ora, a diventare cuore musicale per una sera, in un evento reso possibile anche grazie alla collaborazione degli esercizi commerciali. Ma qual è lo spirito dell’artista? “Faccio questo lavoro da quindici anni e sai sempre più o meno cosa aspettarti da uno show. Questa volta invece non lo so – ammette Savoretti – Credo sarà molto emozionante per me e per chi sarà lì con me.”

Mi devo preparare psicologicamente, quasi non ci credo… mi sono commosso anche durante le prove.

“Spero almeno di riuscire a fare quello che avevamo in mente, in modo sicuro. – continua – Credo che la musica sia perfetta per tornare a stare insieme. La sua energia è sufficiente per riportare la socialità. E adesso la speranza è che si torni come prima ma non sarà mai esattamente come prima.”

Il mondo live sta cambiando anche per altri motivi, legati alla situazione ambientale. Siamo stati catapultati nel futuro ma abbiamo la tecnologia adatta anche per salvaguardare l’ambiente .

Al lavoro su nuova musica, Savoretti ha avuto modo di comporre molto negli ultimi mesi. “In quest’anno avrei dovuto comunque rinchiudermi, per scrivere e per stare con la mia famiglia. Quando è iniziato il lockdown sono stato molto ispirato ma a un certo punto mi sono reso conto che quello che scrivevo era alimentato da solitudine, paura e ansia.

Così, dato che le canzoni riaprono sempre le emozioni che le hanno ispirate e fanno rivivere i ricordi, ho deciso di iniziare a scrivere pezzi più positivi.” Chissà, allora, cosa c’è nel cassetto di casa Savoretti; noi speriamo d’ascoltarlo presto.

Foto da Ufficio Stampa L. Spiezio

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