NY Canta: «Portiamo la musica italiana nel mondo lavorando sui ragazzi»

Beppe Stanco e Cesare Rascel ci raccontano il Festival 'NY Canta', quest'anno in onda su Rai Italia e condotto da Carlo Conti.
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La XIII edizione di NY Canta, il Festival della Musica Italiana di New York, si terrà l’11 ottobre 2020 a New York, negli Stati Uniti. La manifestazione porta dieci nuove proposte dall’Italia e dal mondo nel cuore della vita statunitense, con l’obiettivo di promuovere la cultura italiana all’estero.

«Io e Cesare Rascel abbiamo rilevato la direzione artistica del Festival lo scorso anno – ci racconta Beppe Stanco, già Direttore Artistico del Premio Lunezia e di Special Festival, nonché produttore ed autore italiano – quindi per noi si tratta della seconda edizione. Due anni fa, invece, eravamo in giuria. Proprio in giuria ci siamo resi conto che il potenziale di questo festival era incredibile. In poco tempo potrebbe diventare uno dei festival italiani per la musica emergente più importante, Covid permettendo. C’è freschezza, non è il classico festival italiano».

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Le particolarità del Festival, secondo Beppe, sono due: «In primo luogo, ascoltiamo tutti quelli che si iscrivono, anche se sono mille. Per gli altri festival non è così. Li ascoltiamo io e Cesare Rascel, il mio socio, non abbiamo intermediari. Ogni audizione si trasforma in uno stage, perché alla fine diamo dei pareri e dei consigli. Lavoriamo proprio sui ragazzi. Inoltre siamo l’unico festival che paga ai dieci finalisti  le spese per venire a New York. È vero che il premio per il vincitore è una produzione discografica, ma tutti e dieci vincono in realtà molte attività».

La semifinale di NY Canta è prevista a settembre a Roma, dove una giuria di addetti ai lavori sceglierà coloro i quali saranno i protagonisti della serata finale.

«Nel nostro Festival ci sono varie categorie. – ci racconta ancora Beppe – Ci sono gli interpreti e i cantautori. E poi c’è una terza categoria, quella degli autori, a cui attingiamo per pescare i brani da affibbiare agli interpreti. Già dall’anno scorso abbiamo avuto vari ex talent, ma non vogliamo fare un festival pieno di ex concorrenti di altri programmi. Del resto, non possiamo neanche penalizzarli solo perché hanno fatto un talent. Diciamo che diamo importanza all’artista. Il sogno è quello che il vincitore diventi riconosciuto e che tutto parta da noi, come fu per Eros Ramazzotti e Castrocaro. Di sicuro, non gente che sarebbe troppo avvantaggiata».

La serata finale sarà condotta da Carlo Conti – che per l’occasione ha voluto coinvolgere anche l’amico Leonardo Pieraccioni che farà da Special Guest – e andrà in onda su Rai Italia.

«Rai Italia è la Rai che si vede all’estero, un canale dedicato agli italiani nel mondo che sono tantissimi e sono più di noi attaccati alle tradizioni. – ci racconta Beppe – NY Canta è un po’ come Sanremo, ma con la gara solo dei giovani. I big vengono come ospiti e, in questo senso, cerchiamo di accontentare tutte le fasce d’età, creando un equilibrio. Lo scorso anno Clementino è stato un ottimo esperimento. Quest’anno ci sono Carlo Conti e Pieraccioni e dei nomi molto interessanti che non posso ancora dirti».

«Credo che Carlo abbia accettato per fare un regalo agli italiani all’estero, in quel periodo farà anche Tale e Quale Show e per lui non sarà facile venire a New York per quattro giorni. Gli altri ospiti bazzicano la sua terra, non ti dico altro».

«Devo dire che sono molto contento e orgoglioso di far parte di questa manifestazione che porta dieci artisti italiani a New York, per esibirsi in mondovisione su Rai Italia e su un palco così celebre della Grande Mela. – commenta Rascel – E sono ancor più soddisfatto che negli ultimi due anni siano successe cose meravigliose per la storia di questo Festival, coronato quest’anno dal più grande conduttore televisivo italiano. Non vediamo l’ora di iniziare le semifinali per decretare i dieci artisti che si esibiranno sul palco del Master Theatre di New York. Questo percorso ci interessa perché la celebrazione della musica italiana nel mondo è ragione di impegno, di vanto e di orgoglio».