Marta Daddato: «Faccio quello che voglio e vado per la mia strada»

L'8 maggio è uscito 'Bordello', il primo singolo sotto Universal di Marta Daddato. La giovanissima rapper ce lo ha raccontato.
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L’8 maggio è uscito Bordello, il primo singolo di Marta Daddato rilasciato dopo la firma con Polydor/Universal Music (e il sodalizio continuo con Cantieri Sonori). Non è passato molto tempo dal debutto di Marta sui social (del resto, è giovanissima), eppure la dimostrazione che – se si procede a denti stretti e con convinzione – i risultati arrivano, è sotto gli occhi di tutti.

Dagli esordi su Musical.ly (diventato poi Tik Tok) son trascorsi appena cinque anni, eppure in questo tempo Marta ha accumulato follower e attenzioni.

«Io mi ispiro molto a ciò che ascolto. Ho iniziato ascoltando Nicki Minaj e Drake. So che con il rap riesco a esprimermi al meglio. – ci rivela in video collegamento su Zoom – Il mio mood è fondamentale in ciò che scrivo. Le canzoni tristi però non mi piace pubblicarle perché voglio trasmettere positività. I brani come Bordello, non a caso, nascono dalla voglia di esprimere la libertà. Bordello è proprio un inno alla libertà. Mi piace stare bene, faccio quello che voglio, non ascolto le altre persone e vado per la mia strada».

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«Quando voglio dire una cosa preferisco scriverla, perché non so esprimermi. – continua Marta – La scrittura per me alle scuole medie è stata un modo per esprimermi. In modo cazzuto e senza girarci troppo intorno. I social si sono evoluti di pari passo. Ho iniziato con la musica, Musical.ly era un passatempo che ho portato avanti perché il riscontro era positivo. Mai mi sarei aspettata di arrivare a firmare con Universal, ma a quanto pare ci ho creduto sempre. Ci credo dall’inizio, sono andata avanti con il paraocchi. Mi dispiace per gli amici che ho perso per strada e per le loro critiche, ma a questa età forse è normale».

«Ogni canzone che faccio la vedo come un salto di qualità – conclude Marta – cerco di aggiungere qualcosa che nella canzone prima non c’era. Dopo i primi singoli volevo far vedere che ho fatto degli step e che ognuno è stato un salto di qualità. Non si nasce imparati, non avrei mai fatto Bordello come prima canzone. Ci sono arrivata piano piano».