Alessandro Martire, ‘Share The World’: «Luoghi e culture tradotti in musica»

Il giovane pianista e compositore Alessandro Martire pubblica il nuovo album ‘Share The World’ e sogna il suo concerto nel deserto. Scopri il disco e i prossimi progetti.
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Dal lago di Como al deserto dell’Oman: è questa la traiettoria minima di Alessandro Martire che pubblica ‘Share The World’, nuovo album con Carosello Records. Ha grandi ambizioni e sogni altrettanto importanti – come il cinema – questo  giovane musicista che ha studiato al Berklee College of Music di Boston e si è esibito su palchi prestigiosi.

Classica, ballad pop e suggestioni filmiche diventano la struttura portante anche del nuovo progetto, con un’attenzione speciale per la natura. “Questo disco è nato come idea nel 2017. – spiega l’artista – Dopo il precedente album, ho iniziato a girare il mondo e a incontrare diverse culture.

Questo mi ha segnato tantissimo: avevo appena finito gli studi e cercavo attraverso la musica di conoscere luoghi e culture diverse per tradurle in note.”

Da tanti stili, Martire ha raggiunto una sintesi personale con cui fondare la propria identità artistica. “Il mio approccio creativo parte dal pianoforte ma, rispetto ai precedenti dischi, questa volta ho registrato a Mosca con un’orchestra di ventun elementi che ha valorizzato la melodia e ha dato allo sviluppo armonico un senso di freschezza.”

Nonostante il periodo storico negativo che stiano vivendo, voglio mandare un messaggio di speranza e condivisione: insieme possiamo superare questo momento.

“L’orchestra è centrale – continua il pianista – ‘Share The World’ contiene sette tracce con orchestra più due pianoforte solo e altre due pianoforte e violoncello, un strumento che amo molto.” E molti brani sono nati a qualche migliaia di metri dal suolo: “L’aereo è un luogo in cui ho scritto molte musiche e li ho sistemate, perché viaggio tantissimo.”

Alessandro Martire e il concerto nel deserto dell’Oman

Ma oltre al tema del viaggio, Martire attraversa anche quello della natura, con la quale il pianista dialoga anche grazie a una serie di progetti live davvero speciali: “Uno dei motivi del disco è la natura, e in particolare il deserto. Con National Geographic abbiamo pensato non solo a un contenuto ma a un’esperienza per il pubblico. In programma a fine marzo 2020, tutto è stato ovviamente rimandato a novembre.”

Partiremo da Malpensa e arriveremo in Oman, visitando il Paese per arrivare a concerto in cui sarò solo con un pianoforte verticale e  il nulla attorno a me.

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Alle spalle, del resto, l’artista lariano ha le acque del suo lago che ne hanno già ascoltato le note galleggianti. “È un progetto a cui tengo tantissimo per far conoscere anche le bellezze del nostro lago. Il 28 e 29 agosto scorsi abbiamo organizzato un concerto che spero di portare in tutto il mondo. Due giornate fantastiche con oltre cinquemila persone che ascoltavano la musica dalla riva.”

E di questi tempi, in cui stare all’aperto suona tanto lontano, Martire si augura di tornare presto alla musica dal vivo. “Intanto in questo periodo noi artisti abbiamo il ruolo fondamentale di mandare messaggi di speranza positivi. E anche di intrattenere da casa, ciascuno con il proprio mondo artistico.”

Foto da Ufficio Stampa DOC COM per Carosello Records