Giulia Mutti, ‘La testa fuori’ senza paura: «Oltre noi stessi per capirci veramente»

La cantautrice Giulia Mutti, finalista per due volte a Sanremo Giovani, torna con il singolo ‘La testa fuori’ e pubblica il suo primo album. La nostra intervista.
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La testa fuori: è questo il titolo dell’ultimo singolo di Giulia Mutti, cantautrice toscana della famiglia BMG che il 3 aprile esordisce con il suo primo album. L’artista, che per ben due volte ha sfiorato il palco dell’Ariston con la finale di Sanremo Giovani nel 2018 e nel 2019, torna a un anno dal progetto Le Favorite.

E il ritorno di Giulia è con un lavoro in cui coraggio, emozione e condivisione sono i cardini tematici. In questo senso, proprio i tempi drammatici che stiamo vivendo caricano di ulteriore significati il brano della Mutti, perché siamo uguale nella stessa situazione e “tutti con le stesse paure”.

È proprio Giulia a raccontarci meglio non solo questo singolo ma anche il progetto in uscita.

Partiamo dal titolo, La testa fuori: quanto coraggio serve per non nascondersi e uscire allo scoperto?

Molto, ogni giorno di più, e  “fino a che non saremo contenti” come canto nel brano.  A volte ci dobbiamo spingere oltre noi stessi per capirci veramente, anche andare incontro a situazioni che ci spaventano nella speranza che ci sia qualcuno a tenderci la mano e tenerci la testa fuori.

In questo tempo dell’immagine e a maggior ragione dei social, la rincorsa a mostrarsi vincenti e perfetti sembra tutto. Il tuo brano, invece, mette in luce l’importanza di esternare tutte le proprie emozioni e, perché no, qualche lacrima. Il tuo è un bisogno di verità?

Sì, la verità a volte ci costa cara e ci svela imperfetti. Questo ci fa paura e ci inibisce. Ma non dovremmo avere paura di mostrarci per quel che siamo, per questo parlo molto di lacrime ne La testa fuori, sono l’emblema della sincerità.

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Incomprensioni, distanza e mancanza di comunicazione sono alcuni dei rischi in cui tutte le relazioni incorrono. Credi che i social ci abbiano umanamente allontanato dagli altri? C’è tanta condivisione (social) ma meno solidarietà?

Non dovremmo mai dimenticarci di quanto è bello stare vicini lasciando il cellulare spento. A volte ho la percezione che per conferma di aver vissuto qualcosa si debba per forza condividerlo online. Detto questo, i social sono un mezzo potentissimo e sfruttarli in modo positivo si può, in questo preciso periodo, ad esempio, ci sono molto d’aiuto.

E pensi che la situazione che l’Italia e altri Paesi stanno vivendo in queste settimane di isolamento forzato a tutela della salute può diventare occasione per riscoprire anche una maggiore essenzialità di vita?

Sì, trovare il lato positivo in una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando non è facile, ma abbiamo il dovere di trasformare in occasione l’isolamento forzato. Occasione per riscoprire sapori, odori o cose che avevamo lasciato indietro, cose a cui non abbiamo mai potuto dedicarci per la mancanza di tempo che abbiamo sempre lamentato.

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Hai presentato in anteprima il tuo singolo aderendo all’iniziativa solidale #iosuonodacasa: che riscontro hai avuto da questa particolare esibizione?

Cantare attraverso uno schermo è sicuramente un’esperienza diversa, ma mi ha fatto comunque sentir parte di una comunità che era lì per ascoltare me e la mia musica. Il tempo che gli altri ci dedicano non è mai scontato.

Circa un anno fa pubblicavi Le favorite, un inno alle donne della nostra musica: che voce hanno nel mondo di oggi?

Nella canzoni se una donna parla di sesso viene giudicata superficiale o volgare, mentre per un uomo è diverso. Spesso dobbiamo dimostrare il doppio per essere prese sul serio ma noi non ci tiriamo mai indietro. Ci chiedono molto perché sanno che possiamo darlo.

Il mio primo album esce il 3 aprile, contiene nove canzoni appartenenti a diversi periodi della mia vita ed è un disco pieno di energia.

Tra l’altro La testa fuori anticipa il tuo primo album: che cosa puoi anticipare sul disco?

Fonda le sue radici in suoni e testi che spero possano restare sempre attuali, in fondo non sono mai stata attratta troppo dalle mode in generale; questo disco mi rispecchia anche per questo.

In questo momento qual è l’augurio che vorresti ricevere, sul piano artistico e non solo?

Che la mia musica arrivasse a più persone possibili, si spargesse a macchia d’olio, senza paura di essere giudicata… ho messo la testa fuori apposta.

Foto da Ufficio Stampa Angelici Media