Fiori di Chernobyl, Mr Rain: «Ci si rialza dopo qualsiasi catastrofe»

Venerdì 13 marzo esce 'Fiori di Chernobyl', il nuovo singolo di Mr Rain, che ci ha raccontato da dove nasce questo brano e i suoi progetti futuri.
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Venerdì 13 marzo esce Fiori di Chernobyl, il nuovo singolo di Mr Rain, che arriva a distanza di quasi un anno dal precedente intitolato La somma, in cui era presente la collaborazione di Martina Attili (che ha raggiunto la certificazione Oro). Ci siamo fatti raccontare da Mr Rain da dove nasce questa canzone.

Allora, come stai?
Bene dai. Sono in quarantena. Sono chiuso in casa, ma bene.

Ho ascoltato il tuo pezzo ed è assurdo quanto sia perfetto per questo momento storico. Non vedo l’ora che la gente lo ascolti.
Io sono stupito, perché ho scritto questa canzone mesi fa. Mi son trovato ora a risentirla e sembra scritta per questo. È incredibile.

Cade a fagiuolo. Anche perché il messaggio, alla fine, è positivo.
Sì, sembra scritta apposta.

Raccontami tu come è nata. Ti sei occupato, come sempre, in prima persona anche della produzione?
Sì, l’ho prodotta io aiutato da Fausto Cogliati. È nata alla fine dell’anno scorso, verso dicembre. Ho scelto questo titolo perché è stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Mi sono proprio chiesto se a Chernobyl crescono i fiori. Dopo qualsiasi problema e catastrofe, in qualche modo ci si rialza sempre. Io sono stato fermo un anno dopo il mio ultimo singolo, ho fatto solo qualche live. Ho passato un periodo abbastanza buio, vivevo in questo loop continuo in cui passava un problema e ne arrivava un altro. Sembrava un tunnel infinito.

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Mi spiace molto.
Sì, ma ho scritto questa canzone proprio per aiutarmi a superare questo periodo un po’ difficile. Ne sono più o meno uscito e ora sto molto meglio. Sto tornando più forte di prima.

Per fortuna! Secondo me, infatti, potresti persino scrivere un libro di poesie. I tuoi testi mi piacciono moltissimo.
È una cosa che farò sicuramente. Io amo scrivere e non mi limiterò solo alle canzoni. Cercherò di fare altro.

Hai la capacità di creare immagini fortissime. In questo senso, ne deduco che scrivere sia per te catartico.
Io scrivo per superare dei problemi che ho passato. Scrivo per consolarmi. Son cose che sento tanto. Secondo me è quella la chiave per avere un testo che arrivi a più persone: essere sinceri, diretti e dire la verità. Se ti inventi i problemi e le hit non vai da nessuna parte.

La prova di questa tua spontaneità credo stia anche nel fatto che ti prendi il tuo tempo. Non mi sembra che tu subisca le pressioni discografiche. Scrivi quando ne senti l’esigenza.
Prima ero un pochino più vincolato da questo mood. Pensavo di dover far uscire più cose. Ma ora è da un paio d’anni che penso che le cose più belle sono quelle che mi escono di petto. Se non mi viene da scrivere per tre mesi, non scrivo. Scriverò tra tre mesi, ma scriverò una bellissima canzone. Ho preso questa abitudine.

Parliamo della canzone. C’è un coro in sottofondo, giusto?
Sì, è un coro di bambini. Sono fan dei cori, li piazzerei in tutte le canzoni perché ti trasmettono molto. Avevo intenzione già di usarne uno e, appena ho scritto questa canzone, ho pensato che nessuno più dei bambini avesse la capacità di trasferire questo messaggio. L’ho inserito subito e per me è azzeccatissimo.

Invece, hai anticipato un po’ il video su Facebook. Anche di quello ti sei occupato tu?
Ho scritto lo script e ho seguito la regia insieme al mio fedele Enea Colombi. Il video parlerà di un viaggio interiore alla ricerca di me stesso. Abbiamo girato il video un paio di settimane fa e abbiamo avuto un sacco di problemi, perché siamo finiti in mezzo a questa bufera. Eravamo vicini alla zona rossa, quindi è stato un po’ un casino. Ma penso sia uscito veramente bene e per me è uno dei video più belli.

Ma anche in Ipernova la fotografia e le immagini sono bellissime.
Per me è proprio importante collegare musica e video. La musica valorizza il video e viceversa.

Ma nel video hai una divisa?
Sì. Più o meno.

Non vuoi spoilerare?
Esatto.

Dà l’impressione di essere un cortometraggio.
Sì, è quello che voglio fare. Ho in mente di far uscire il mio album quest’anno e ho deciso di non fare più video classici con i playback, voglio fare dei piccoli cortometraggi che insieme formano questa storia. Basta, non voglio spoilerare troppo.

Allora diciamo che al giorno d’oggi che i videoclip hanno la stessa importanza del brano. Invece chi si è occupato della copertina del singolo?
L’ho fatta io.

Ma fai tutto tu!
Sono un po’ pignolo e voglio che le cose escano come ce le ho in testa.

Penso però che sia giusto, le tue canzoni sono molto personali.
Esatto, sono troppo personali. Per forza ci devo mettere qualcosa in più.

Chi ti ascolta, quindi, entra proprio nel mondo di Mr Rain.
Sì, è un pacchetto intero.