Galeffi: «Canto ciò che so e che sento»

In primavera uscirà il secondo album di Galeffi, anticipato dai singoli 'Cercasi Amore', 'America' e 'Dove non batte il sole'. La nostra intervista.
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Il 10 gennaio è uscito Dove non batte il sole, il nuovo singolo di Galeffi che – dopo Cercasi Amore e America – anticipa il nuovo album in uscita in primavera. L’occasione era più che ghiotta per fare quattro chiacchiere con il cantautore.

Ciao Marco, come va? Il tuo 2020 inizia con un nuovo singolo, Dove non batte il sole. Una canzone che parla di inadeguatezza, me la racconti?
In realtà questo brano nasce su WhatsApp. Io ho un amico che è anche un componente della band che mi accompagna durante i concerti e entrambi siamo fan di un motto, ‘La vita non è facile’. Messaggiandoci su WhatsApp, appunto, un giorno gli ho scritto ‘Tranquillo Gigi, vedrai che domani andrà soltanto peggio’. E da lì è nata l’idea della canzone. È nata così, a volte le canzoni nascono da cose un po’ stupidine ma quotidiane. Nella quotidianità si può trovare comunque un mondo, un linguaggio universale che parla a tutti.

Sì tra l’altro hai citato la frase che preferisco e che, da come leggevo, è diventata una sorta di tormentone. Che tipo di filosofia di vita riassume una dichiarazione simile?
Siamo melodrammatici, ma in realtà è molto autoironica. Non è una filosofia di vita perché comunque non so, dipende. Ognuno ci legge la sua, ma noi lo dicevamo un po’ per scherzare. Sai, tra amici, si dice spesso che la vita è una merda. Non volevo fare filosofia, mi sembrava simpatico e reale. Poi ci sono giorni buoni nella vita e giorni cattivi. In queste interviste sto dicendo la stessa cosa, magari però domani potrei anche pensarla diversamente. Era più simpatico dire che andava peggio, dai. Faceva ridere.

Giusto. Dimmi qualcosa del video, ti stai affidando sempre ai Luther Blissett.
Per America e Dove non batte il sole abbiamo scelto loro. Sono un duo. Avevamo fatto una prova con America e ci erano piaciuti molto, soprattutto per come avevano lavorato. Quindi li abbiamo confermati. Nello specifico il video dell’ultimo singolo è stato fatto veramente in poco tempo. Il pezzo è uscito poco dopo la Befana, quindi il video è stato fatto a ridosso delle vacanze di Natale. Di conseguenza era difficile che io potessi esserci perché i registi erano di Milano e io vivo a Roma. Era difficile muoversi durante le feste, quindi non ci sarei potuto essere. Gli ho mandato quindi delle reference su Wes Anderson e altri video stranieri per creare una sorta di immaginario, soprattutto a livello di colori e mondo estetico. Sulla storia e sui casting ho invece lasciato carta bianca, ma sono soddisfatto del video che hanno tirato fuori.

Volevo chiederti invece qualcosa su America, perché hai voluto comunque spaziare in un ambiente sonoro diverso da quello a cui ci hai abituato…
Di base ritenevo quel testo molto adulto, soprattutto per le cose che dico nel ritornello. Nel complesso, tutto il brano è una canzone da ultra-trentenne. Avevo quindi bisogno che le parole fossero accompagnate da una musica adulta e la musica adulta più vicina alle mie corde, dove mi sento più a mio agio, è quella a tinte un po’ jazz. Mi son detto che serviva un arrangiamento minimale, molto intimo. Zero hit, per capirci. Volevo valorizzare il testo e rendere la canzone il più possibile magica. Spero di esserci riuscito.

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Sono uscite tre canzoni negli ultimi mesi che anticipano il tuo secondo album. Ti sei ritrovato un po’ diverso visto che stai virando verso i brani da ultra-trentenni?
Nelle ispirazioni no, perché ho il difetto di essere monogamo con tutte le cose che mi circondano. Tendenzialmente sono uno che si fidelizza. Ci metto un po’ a selezionare e seleziono poco, però le cose che mi piacciono e di cui poi mi innamoro rimangono sempre. Le cose che ascolto o che guardo sono rimaste quindi le stesse, da quando ho 16 anni. Nei testi c’è stata sicuramente un’evoluzione, dovuta al fatto che io sono cresciuto di due anni rispetto a Scudetto. Credo che siano esclusivamente fattori umani. Cresciamo tutti, impariamo a conoscerci e a fare pace con tante paure e sogni e, di conseguenza, quando poi ti metti a scrivere una canzone tutto rientra in ciò che scrivi.

Sì, volevo solo capire se ti sei trovato più maturo anche nella scrittura.
Non credo che mi vedrete mai cantare canzoni politiche. Canto le cose che so e che sento, per cui preferisco cantare dell’amore, della vita e di Dio. Mi ritengo più preparato. Sono le tematiche di un ragazzo che ha un minimo di intelligenza, di sensibilità e di conoscenza della materia. Il disco sarà personale, intimo, vario e speriamo che la gente lo ascolti e lo rispetti.

Al di là del sentimento, il cinema mi sembra continui ad essere un’ispirazione fondamentale…
Il cinema è fondamentale. Sono laureato in Lettere e Filosofia indirizzo Cinema, del resto. Sono abbastanza malato di film e serie. Sicuramente conta. Il video di America è palesemente e neanche implicitamente un riferimento a La La Land. Ero a Milano a casa del mio amico e stavamo chiacchierando sul videoclip che avrei dovuto fare. Io non avevo molte idee, ma parlando con lui siamo arrivati alla conclusione che sarebbe stato perfetto un mood alla La La Land.