”Un’onda verde per cambiare l’Europa e l’Italia”

Europa Verde: il programma della lista che riunisce le forze ecologiste, visto da vicino.

(https://www.revenews.it/elezioni-europee-2019/2019/05/14/nicoletta-dentico-europa-verde-giovani-fare-patto-riscatto-questa-dimensione-paura-intervista/)

Come specificato nell’incipit del programma, Europa Verde, non si propone di essere un partito che vuole approfittare del sentimento ecologista che si sta risvegliando in
Europa.
Le organizzazioni ‘Green‘ italiane, si sono riunite sotto la bandiera di Europa Verde per gridare e ricordare agli elettori il loro obiettivo: la salvaguardia del pianeta.

Ora che l’ondata del sentimento ecologista sta veleggiando nelle piazze di tutta Europa, e che si sente la necessità di avviare una vera e propria transizione ecologica, Europa Verde scende in campo.

Scende in campo, con le solide basi dei movimenti ecologisti, aggiungendo proposte Europee per l’integrazione e l’inclusione in risposta al momento che stiamo vivendo.
Secondo Europa Verde infatti, tutto è iniziato con le politiche di Austerity che hanno minato anche la sfera dei rapporti sociali.

Il Programma: modello economico

La politica economica che Europa Verde propone è il ‘New Green Deal’.
Il New Green Deal è quella nuova economia che si basa sul superamento della cosiddetta ‘ economia lineare‘.
L’economia lineare va sostituita con l’economia circolare: un’economia, rigeneratrice, un’economia, per esempio, attenta alla riduzione dei rifiuti prodotti e che li ricicli e li riutilizzi.
Per arrivare a questo modello però, c’è bisogno di una transizione, che non può non essere ecologica.
Europa Verde propone quindi di superare ”step by step” l’uso di carbone e di tutti i combustibili fossili, sostituendoli gradualmente con le fonti di energia rinnovabile, che nessun danno recano all’ambiente.
La produzione di rinnovabili porterebbe, secondo dati dello stesso Parlamento Europeo, alla creazione di più di 20 milioni di posti di lavoro in tutta Europa, con garanzia di qualità del lavoro, tutela della salute del lavoratore, benefit per il pianeta.

La sostenibilità ambientale nei trasporti

Il tutto si racchiude quindi, in un’ottica di sostenibilità. La missione ‘principe’, la più difficile e complessa è quella dei Trasporti.
Le emissioni stanno danneggiando il nostro pianeta, ed Europa Verde propone di rendere verde la nostra mobilità mettendo in campo varie soluzioni:

” È necessario agire il ​​più rapidamente possibile per favorire la svolta verso il veicolo elettrico con scadenze certe.
Per spostare le merci dalla strada alla ferrovia, con misure europee che agiscono sul fronte fiscale, con un sistema di disincentivi-incentivi. Maggiore sicurezza e controlli. Collegare Paesi e regioni con treni rapidi, notturni e regionali, scoraggiando la costruzione di nuove autostrade. Diffondere sistemi di mobilità condivisa; per mettere un freno al crescente inquinamento legato al traffico aereo tramite la leva fiscale e la ricerca; per investire nella mobilità ciclistica urbana ed extraurbana.

Insomma, per avviare la trasformazione ecologica, l’Unione europea deve dotarsi di un piano straordinario di investimenti e normative ben più ambizioso di quanto fatto sinora.”

Stati Uniti d’Europa?

Un eco che viene dagli anni ’40, con Altiero Spinelli che teorizzava gli Stati Uniti d’Europa.
Di certo lui non pensava agli smartphone, alle reti tecnologiche odierne, alla politica economica Neocolonialista che la Cina avrebbe improntato nel 2019, dato che il Colonialismo non era neanche finito, ma sicuramente aveva ben chiara la necessità di creare un’ Europa Unita.
Sembra che questa necessità ci sia anche oggi, almeno stando a quanto afferma Europa Verde.
La struttura Europea ideale sarebbe quella composta da istituzioni Europee, democraticamente legittimate, con competenze chiare, e ampio spazio di manovra per gli Stati, senza però che questi intervengano sulle politiche comuni, come avviene oggi con il Consiglio dei Ministri.

Vedi anche: Più Europa: il programma

In questo particolare momento storico in Italia, sembra avere molto successo la riproposizione di periodi della storia Italiana, che fortunatamente sono finiti da tempo.
Se un dibattito di questo tipo ha così tanto spazio, perché non potrebbe averne il tema del Federalismo Europeo, che ha una radice storica ben più sana?