Muore, durante la notte, Gianni De Michelis, politico socialista protagonista della prima repubblica.

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Gianni De Michelis, l’uomo che si proponeva di lottare contro la Democrazia Cristiana, ma che con la Democrazia Cristiana si trovò a governare, il politico che fu ”uno dei più coerenti di quella lunga stagione”.

Muore durante la notte Gianni de Michelis, politico di fede socialista e protagonista della prima repubblica italiana. La sua è stata una carriera politica ricca di sconvolgimenti e incarichi di prestigio ma al tempo stesso molto ‘divertente’. Già, molto divertente, perché De Michelis era un uomo che sapeva accompagnare la serietà degli incarichi politici alla leggerezza della vita notturna . Questa attitudine, singolare per un politico, specialmente in quegli anni, gli valse il soprannome di ‘avanzo di balera’.

Gianni De Michelis, il Ministro più in voga degli anni ‘80

Accantonando le curiosità legate al personaggio dobbiamo per forza di cose soffermarci sull’eredità politica che ci ha lasciato.
Viene scelto infatti come ministro in più legislature, a partire dagli anni ‘80 sotto la guida di Cossiga.
Già deputato alla Camera, fa il suo ingresso nel governo con l’incarico di Ministro delle Partecipazioni Statali nel 1980, ricoprendone il ruolo fino al 1983.
Nel 1983 è il segretario del partito socialista, Bettino Craxi, ad assegnargli un nuovo e più prestigioso incarico di governo, collocandolo al Ministero del Lavoro.

Fino allo scandalo ”Mani Pulite”, Gianni De Michelis è una figura imprescindibile per la formazione dei governi.
Dal 1980 al 1992, infatti, il politico socialista è presente in ogni compagine governativa, a partire dal Governo Cossiga del 1980 appunto, passando per il Governo Craxi, fino ad arrivare al Governo Andreotti del 1989, nel quale ricopre l’importante carica di Ministro degli Esteri.
L’ultimo incarico è quello che gli vale la consacrazione a livello internazionale. Fu in quegli anni che conquistò la stima e l’ammirazione della Comunità Internazionale, soprattutto in ambito Europeo dal momento che fu tra i firmatari di uno dei Trattati Europei tra i più importanti, che regolava le procedure di accesso e i requisiti per entrare nell’Unione Europea: il Trattato di Maastricht.

La sua importanza è sottolineata ancor di più dal ruolo di Vicepresidente del Consiglio tra il 1987 ed il 1989, anni dell’esperienza di governo di Ciriaco de Mita.

Di De Michelis tutti ricordano un uomo colto e mai arrogante, un politico astuto e mai banale, sempre aperto al dialogo e disponibile con i cronisti. Un uomo che per staccarsi da quell’ambiente così serio e rarefatto, il sabato sera andava a ballare, fregandosene di ogni preconcetto e di ogni clichè.

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