Dopo il debutto a Parigi 2024, il selfie ufficiale delle medaglie si espande ai team: a Milano Cortina 2026 il podio diventa sempre più collettivo.
Il podio olimpico cambia volto. A Milano Cortina 2026 il Victory Selfie entra ufficialmente nel programma delle cerimonie di premiazione dei Giochi Invernali, segnando un’evoluzione nel modo in cui gli atleti celebrano e condividono la conquista della medaglia.
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Introdotto per la prima volta a Parigi 2024, il Victory Selfie è diventato parte integrante della cerimonia: uno scatto realizzato direttamente dagli atleti sul podio con il Samsung Galaxy Z Flip7 Olympic Edition, dispositivo ufficiale dedicato all’iniziativa.

Dal debutto estivo al salto invernale
A Parigi 2024 furono quasi 300 i Victory Selfie realizzati, trasformando un momento tradizionalmente formale in un gesto più personale e spontaneo. A Milano Cortina 2026 il format compie un ulteriore passo: non riguarda più soltanto atleti individuali o coppie, ma si estende alle squadre intere. Il podio diventa così uno spazio condiviso, dove compagni di team e persino avversari entrano nello stesso frame.

Le immagini dei primi giorni
Le fotografie diffuse dai primi giorni di gara raccontano questa evoluzione. Alla Milano Ice Skating Arena, durante la cerimonia del Team Event, i medagliati di Stati Uniti, Giappone e Italia hanno posato insieme scattando il Victory Selfie.

Nel pattinaggio di velocità maschile sui 5000 metri, il norvegese Sander Eitrem, il ceco Metodej Jilek e l’italiano Riccardo Lorello hanno replicato il gesto al Milano Speed Skating Stadium. Ad Antholz-Anterselva, nel biathlon Mixed Relay 4×6 km, atleti di Germania e Francia hanno condiviso lo scatto sul podio, sottolineando la dimensione collettiva del momento.
Lo stesso rituale si è ripetuto a Livigno nello snowboard parallelo gigante, con Zuzana Maderova, Sabine Payer e Lucia Dalmasso, e ancora nel pattinaggio di velocità femminile sui 3000 metri con Francesca Lollobrigida. In Val di Fiemme, durante la 10 km + 10 km Skiathlon femminile, Frida Karlsson, Ebba Andersson e Heidi Weng hanno celebrato con il selfie ufficiale davanti al pubblico. Non poteva mancare il Victory Selfie che ritrae il successo di Pietro Sighel, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Arianna Fontana.

Il podio come spazio culturale
Il Victory Selfie non sostituisce la fotografia ufficiale, ma la affianca. Se l’immagine istituzionale rimane simbolo formale della vittoria, lo scatto realizzato dagli atleti introduce una dimensione più diretta e immediata. Il dispositivo pieghevole permette un’inquadratura ampia che include più persone, favorendo la dimensione di squadra.

L’iniziativa conferma una trasformazione già evidente nei grandi eventi sportivi: il podio non è più solo rappresentazione, ma anche auto-rappresentazione. L’atleta non è soltanto soggetto fotografato, ma autore dell’immagine che entrerà nell’archivio personale e digitale dei Giochi. A Milano Cortina 2026 il Victory Selfie diventa così parte del rituale olimpico contemporaneo, ampliando un momento che da sempre appartiene alla memoria collettiva.