Gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran avrebbero danneggiato il palazzo safavide Chehel Sotoun, uno dei monumenti storici più importanti di Isfahan e parte del sito UNESCO dei Giardini Persiani.

Gli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno colpito anche uno dei simboli storici della città di Isfahan. Secondo le prime informazioni diffuse dai media iraniani, le esplosioni avvenute nei pressi degli edifici governativi provinciali avrebbero danneggiato il palazzo Chehel Sotoun, residenza reale del XVII secolo celebre per i suoi affreschi e per l’architettura safavide. Lo riporta Hyperallergic.

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Il complesso monumentale si trova nel cuore culturale della città, non lontano dalla grande piazza storica Naqsh-e Jahan, ed è uno dei nove giardini storici che compongono il sito UNESCO noto come Giardini Persiani, inserito nella lista del patrimonio mondiale nel 2011.

Secondo l’agenzia iraniana WANA, le esplosioni del 10 marzo 2026 avrebbero causato la rottura delle finestre del palazzo e danni a diversi elementi decorativi interni, tra cui gli intarsi khatam, i soffitti a muqarnas e alcune pitture murali in stile miniatura persiana. Le immagini diffuse sui social mostrerebbero però una struttura principale rimasta in piedi.

Chehel Sotoun, il palazzo delle quaranta colonne

Il palazzo Chehel Sotoun fu commissionato dallo shah safavide Abbas I e completato nel 1647 sotto il regno del successore Abbas II. Il nome significa quaranta colonne e deriva da un effetto ottico. Le venti colonne di legno del portico principale si riflettono nell’ampia vasca d’acqua davanti all’edificio, creando l’illusione di quaranta sostegni.

Durante l’epoca safavide il palazzo era utilizzato per cerimonie reali, incoronazioni e incontri diplomatici. Conserva ancora oggi grandi affreschi che raccontano battaglie storiche, ricevimenti di corte e momenti della vita politica persiana.

Isfahan, Iran

Danni anche a musei e edifici culturali della città

I raid avrebbero interessato un’area più ampia del complesso governativo e museale di Isfahan.

Secondo il sito IranWire, sarebbero stati colpiti anche edifici culturali nelle immediate vicinanze, tra cui il Museo delle Arti Decorative, ospitato nello storico edificio Rakib-Khaneh. Colpita anche la sala Talar-e Teimuri, sede del Museo di Storia Naturale e il Museo d’Arte Contemporanea di Isfahan, che avrebbe subito un crollo parziale del soffitto.

Anche alcune finestre del vicino palazzo Ali Qapu, affacciato sulla piazza storica, sarebbero andate distrutte dalle onde d’urto.

Il patrimonio culturale nel mezzo del conflitto

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha definito il Chehel Sotoun «un capolavoro safavide che appartiene non solo al patrimonio culturale iraniano ma all’intera umanità».

Gli attacchi su Isfahan arrivano a una settimana di distanza da un’altra operazione militare che aveva danneggiato il palazzo Golestan di Teheran. Il complesso dell’epoca Qajar è anch’esso inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Storici e studiosi del Medio Oriente hanno espresso preoccupazione per l’impatto delle operazioni militari sui siti culturali. La storica Assal Rad, ricercatrice presso l’Arab Center di Washington, ha commentato sui social: «A quanto pare distruggere il patrimonio culturale di un popolo fa parte della sua liberazione». Il rischio, ancora una volta, è che i conflitti contemporanei non colpiscano soltanto infrastrutture militari, ma anche testimonianze storiche che appartengono alla memoria culturale globale.

Foto: Shutterstock

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