La città di Rovigo omaggia il gatto Rossini, investito lo scorso 14 febbraio, con una statua di Alberto Corsini sulle scale del municipio.

La notizia in breve. La città di Rovigo ha dedicato una statua a Rossini, il gatto diventato simbolo cittadino e morto il 14 febbraio dopo essere stato investito. L’opera dello scultore Alberto Cristini, collocata sulle scale del municipio e inaugurata nella Giornata Internazionale del Gatto, rende omaggio a una presenza amata da tutta la comunità.

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Rovigo sceglie di non dimenticare Rossini, il gatto diventato negli anni presenza familiare e simbolo cittadino. Dopo la morte improvvisa il 14 febbraio per investimento, l’amministrazione comunale ha deciso di dedicargli una statua proprio davanti al municipio. E l’inaugurazione è avvenuta in una data dal forte valore simbolico: la Giornata Internazionale del Gatto. Un gesto che ha assunto il significato di un abbraccio pubblico a un animale che, per molti, era molto una vera e propria mascotte.

Come riportato da Il Gazzettino, la scomparsa di Rossini ha colpito l’intera cittadinanza segnando una mancanza collettiva. Era abitudine, infatti, vedere il micio rosso scodinzolare tra piazze, negozi e uffici pubblici. Rossini passeggiava libero, si lasciava accarezzare, compariva davanti al tribunale o accanto alla sindaca durante le iniziative pubbliche. Comportamento che lo aveva reso negli anni un riferimento affettuoso e rassicurante.

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Anche Il Fatto Quotidiano ha ricostruito la sua storia: arrivato in Italia nel 2013 dalla Bosnia, salvato dalle macerie di un’abitazione distrutta, Rossini era stato adottato da una volontaria, Valentina Pasotto. La vita domestica però gli stava stretta. Spirito indipendente, preferiva la città alle mura di casa.

Così, ogni giorno scappava per raggiungere il centro, dove i commercianti ormai lo conoscevano e avvisavano quando era il momento di riportarlo a casa. Quella natura libera e “ribelle” è diventata parte della sua identità pubblica. Rossini era il gatto di tutti, seguito anche sui social da migliaia di persone.

La morte e la statua

La mattina del 14 febbraio, prima delle 8, Rossini è stato investito all’angolo della Farmacia Tre Mori, in via Celio. La notizia si è diffusa rapidamente, generando commozione ma anche qualche polemica. Alcuni cittadini hanno infatti chiesto giustizia, mentre le forze dell’ordine hanno chiarito che si è trattato di una tragica fatalità: l’automobilista si sarebbe fermato immediatamente per prestare soccorso.

Sui social, la sindaca Valeria Cittadin ha parlato di «un pezzo di cuore» che la città perde, ricordando come il gatto fosse riuscito a unire la comunità con la sua presenza discreta ma costante. Quindi, la scelta di dedicare al felino l’opera dello scultore Alberto Cristini, donata alla città.

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Secondo quanto evidenziato da Il Gazzettino, l’opera rappresenta «un segno di gratitudine e memoria che resterà nel tempo». Collocata sulle scale del municipio, la scultura rende Rossini parte integrante dello spazio civico, quasi a sancire ufficialmente quel ruolo che aveva già conquistato spontaneamente tra le vie di Rovigo.

Foto Shutterstock

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