Simbolo della reggia, il trono è stato ricollocato a Palazzo Reale grazie al progetto ‘Restituzioni’: Ecco le immagini e i dettagli del restauro.

La notizia in breve. Il trono di Palazzo Reale di Napoli torna nella Sala del Trono dopo oltre un anno e mezzo di restauro, grazie al progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo e Ministero della Cultura. L’intervento ha previsto radiografie digitali, puliture LASER eco-compatibili e studi storici che hanno rivelato la vera origine sabauda del trono.

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Ritorna al suo posto, splendente e rinnovato, il trono di Palazzo Reale di Napoli. Dopo oltre un anno e mezzo di assenza, il prezioso manufatto – restaurato e con una nuova datazione – splende nuovamente nella Sala del Trono, restituito alla sua originaria doratura e alla comunità napoletana.

Il percorso è iniziato il 12 settembre 2024, quando il trono è partito per il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino, nell’ambito della XX edizione di Restituzioni, il programma di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Ministero della Cultura. Sostituito temporaneamente da una seduta borbonica settecentesca, ha subito sette mesi di interventi. Dalle radiografie digitali complete alla pulitura selettiva della doratura con tecnologie LASER, per un approccio sostenibile e eco-compatibile.

La scoperta e gli altri interventi

Nel frattempo, studi condotti dai funzionari storici dell’arte di Palazzo Reale hanno anche ribaltato la conoscenza tradizionale. Per lungo tempo, infatti, il trono è stato catalogato come opera borbonica del 1845-50 ma sarebbe di fattura sabauda, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una scoperta che sposta la cronologia di trent’anni e riscrive un pezzo di storia della Reggia.

«Il rientro del Trono al Palazzo Reale di Napoli segna il compimento di un articolato percorso di studio, restauro, ricerca e valorizzazione », dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. «Le attività di studio condotte dai professionisti del museo hanno consentito di chiarire con precisione origine e datazione. […] Quest’esperienza conferma come i musei siano oggi luoghi attivi di produzione di conoscenza, in cui studio, conservazione e valorizzazione procedono insieme».

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Per accogliere degnamente il seggio, anche la Sala del Trono ha visto restauri paralleli ai tessili. Tappeti, fasce laterali della pedana, mantovane delle tende e “spolvero” del baldacchino sono stati ripuliti dalla restauratrice Graziella Palei sotto il coordinamento delle restauratrici di Palazzo Reale. «Il trono fa ritorno nell’Appartamento di Etichetta, nella sala cui appartiene e che oggi ritrova la propria identità», afferma Tiziana D’Angelo, Direttrice delegata del Palazzo Reale di Napoli.

«Un restauro […] ma che si colloca all’interno di un più ampio e complesso intervento Dunque un importante lavoro di squadra completato dagli studi dei nostri storici dell’arte e archivisti», conclude.

Immagini da Ufficio Stampa

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