Fino al 4 maggio 2026 il Museo Poldi Pezzoli presenta ‘Meraviglie del Grand Tour’, in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York.

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Il Museo Poldi Pezzoli presenta Meraviglie del Grand Tour, la nuova esposizione aperta al pubblico fino al 4 maggio2026, realizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York. Proprio dal museo americano, infatti, arriva in prestito una delle opere più rappresentative dell’immaginario del Grand Tour, a cui il regista Ferzan Ozpetek ha dedicato il suo ultimo cortometraggio.

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Il progetto, dall’evidente respiro internazionale, si inserisce in una stagione estraneamente viva per Milano, con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 ad animare la città. Protagonista d’eccezione della mostra è il monumentale dipinto Roma Antica di Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691 – Roma 1765), proveniente dalle collezioni di pittura europea del Met, che entra in dialogo con la casa museo milanese e con l’installazione cinematografica di Ozpetek.

«Il Poldi Pezzoli ha risposto all’invito delle istituzioni regionali e cittadine con un progetto culturale realizzato grazie alla collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York», dichiara Alessandra Quarto, direttrice del Museo. «Un’occasione per rivivere il Grand Tour attraverso le nostre collezioni e, in particolare, attraverso alcune donazioni preziose ricevute nel tempo».

Foto Shutterstock

«Siamo molto felici di collaborare con il Museo Poldi Pezzoli per una mostra che approfondisce uno dei capitoli più affascinanti della cultura europea», afferma Stephan Wolohojian, curatore capo della Pittura Europea del Met. «Un prestito che dialoga in modo profondo con la prestigiosa collezione della casa museo».

La collaborazione tra Milano e gli USA

«È per me un onore e un grande piacere essere qui a nome del Metropolitan Museum of Art, del suo direttore e dei miei colleghi di New York. – prosegue il curatore – Sono lieto di vedere i frutti di questa importante collaborazione con il Museo Poldi Pezzoli. E desidero rivolgere un ringraziamento speciale alla direttrice Alessandra Quarto per averci invitato a partecipare a questo progetto».

«La ricerca del team curatoriale del museo su un dipinto molto amato della nostra collezione, guidata insieme a Xavier Salomon, ha rivelato nuovi livelli di lettura di un’opera complessa, che rappresenta uno dei tesori più cari della nostra raccolta. In apparenza potrebbe sembrare un progetto semplice: il prestito di un solo dipinto a un’istituzione sorella. Ma in questo museo, in questo articolato contesto storico, Roma Antica di Giovanni Paolo Panini ci invita a rivedere e ripensare le ricchissime collezioni del Poldi Pezzoli. A considerare il museo come un vero e proprio teatro spaziale e a riflettere sulle molte risonanze storiche e contemporanee del collezionismo stesso».

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«In questo contesto, l’esperienza immersiva creata da Ferzan Ozpetek offre una soglia straordinaria verso un immaginario senza tempo. Il Poldi Pezzoli è quindi una sede particolarmente adatta per la realizzazione di un progetto di questo tipo. Il dipinto di Panini è, a tutti gli effetti, un dipinto di dipinti: un omaggio alla pittura, ma anche un memoriale di luoghi storici, di conquiste artistiche e di storie umane. Si apre come un palcoscenico panoramico su un mondo costruito, una storia composta di frammenti che, una volta riuniti, coinvolgono tutti i nostri sensi e funzionano come un autentico teatro della memoria».

Il Grand Tour

Allargando lo sguardo alla stagione dei grandi viaggi formativi in Italia, Stephan Wolohojian sottolinea che «opere come questa permettevano ai viaggiatori del Grand Tour di tornare nelle loro case in Inghilterra, Francia, Germania e altrove e di rivivere i viaggi fondativi compiuti. Una delle esperienze più straordinarie nel vedere questo dipinto tornare oggi in Italia è ricordare che, fin dalla sua origine, era probabilmente destinato all’esportazione. Un souvenir di lusso capace di trasportare l’esperienza di un luogo profondamente italiano e al tempo stesso universale».

«Sappiamo che nel Settecento questa vasta tela appartenne al pittore francese Hubert Robert, che aveva trascorso molti anni a Roma e a Napoli. – racconta ancora il curatore – E che, una volta rientrato a Parigi, reimmaginò in modo celebre la luminosa Grande Galerie del Louvre, divenuta nel 1793 il primo museo pubblico moderno.

Fin dall’inizio del XX secolo, il Poldi Pezzoli ha occupato un posto speciale nell’immaginario dei grandi collezionisti americani, i Grand Tourist del loro tempo, che furono ispirati a emulare questo gioiello nel centro di Milano nei loro house museums negli Stati Uniti. Sono particolarmente felice di vedere il dipinto del Metropolitan Museum in questo contesto di scambio culturale e istituzionale, come un invito non solo a esplorare il passato, ma anche a comprendere meglio il nostro presente».

Foto Shutterstock / Ufficio Stampa

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