La mostra ‘White Out’ in Triennale Milano porta in primo piano il mondo degli sport invernali come espressione di design, innovazione tecnologica e riflessione sul clima.
Quando la neve cancella i confini e l’orizzonte si dissolve, resta solo l’intelligenza del progetto. È da questa condizione estrema che nasce White Out. The Future of Winter Sports, la mostra che Triennale Milano presenta all’interno del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Inaugurata a una settimana dai Giochi, l’esposizione esplora il rapporto tra sport invernali, design e tecnologia, mettendo al centro una domanda sempre più urgente. Come cambierà il modo di vivere, praticare e progettare la montagna in un contesto segnato dal cambiamento climatico?
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Il titolo prende spunto dal fenomeno del white out, quell’effetto ottico tipico dell’alta quota in cui cielo, nuvole e paesaggio innevato si fondono in un’unica superficie bianca, annullando i punti di riferimento e le distanze. Una metafora potente, che diventa chiave di lettura dell’intero percorso espositivo: in condizioni estreme, è il progetto a fare la differenza.
Ben lontano dall’essere una celebrazione nostalgica degli sport invernali, il progetto è un’indagine sul loro futuro. Sci, snowboard, bob, infrastrutture e dispositivi di sicurezza vengono osservati come espressioni di un sapere progettuale capace di adattarsi a contesti complessi, dove sicurezza e sostenibilità sono congiunti alla performance.

Come sottolinea Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, la mostra rappresenta un’occasione per leggere lo sport attraverso uno dei linguaggi più affini all’istituzione: quello del design. Un terreno in cui creatività e tecnologia si incontrano per rispondere a sfide concrete, oggi più che mai legate alle trasformazioni ambientali. «Siamo felici – conclude – di aprirci in questa occasione anche allo sport, in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina».
Un percorso tra oggetti iconici e scenari futuri
Allestita nello spazio della Design Platform, completamente ripensato dopo la riqualificazione del Palazzo dell’Arte, la mostra riunisce circa 200 oggetti progettati tra il 1938 e il 2026. Il percorso si articola in nove sezioni tematiche – da Skins a Safety, da Extremes a Futures – offrendo una lettura stratificata che attraversa materiali, corpi, infrastrutture e visioni.
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In esposizione si trovano sci e snowboard storici, maschere, guanti, scarponi, equipaggiamenti di sicurezza, protesi mediche, oggetti appartenuti ad atleti olimpici e paralimpici. Ma anche arredi, produzioni multimediali e progetti architettonici. In un racconto che mette in dialogo passato e futuro, artigianato e industria, gesto atletico e innovazione tecnologica.
Tra i protagonisti figurano designer, architetti e creativi che hanno segnato la storia del progetto, da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret a Carlo Mollino. Per arriva a nomi della scena contemporanea come Nicolas Ghesquière e Axel Rezab. Le loro opere dimostrano come lo sport invernale sia da sempre un laboratorio avanzato di sperimentazione formale e funzionale.


White Out guarda dunque avanti, interrogando il futuro degli sport invernali in un mondo che cambia. I nuovi materiali, i processi produttivi avanzati e le tecnologie emergenti diventano strumenti per migliorare sicurezza e prestazioni, ma anche per ripensare il rapporto tra uomo, ambiente e paesaggio montano. In questo senso, la mostra non parla solo di sport, ma di adattamento, resilienza e responsabilità progettuale.
White Out. The Future of Winter Sports
In collaborazione con: Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi Nell’ambito di: Milano Cortina 2026
A cura di: Konstantin Grcic e Marco Sammicheli
Progetto di allestimento: Konstantin Grcic Design GmbH
Dal 28 gennaio al 15 marzo 2026
Orari: Martedì – domenica 10.30 – 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)
Ingresso gratuito
Foto Andrea e Filippo Tagliabue – FTfoto, © Triennale Milano