La poesia del bianco di Biagiotti per il Concerto di Capodanno 2026 alla Fenice

Con il tradizionale Concerto di Capodanno 2026 del Teatro La Fenice, Laura Biagiotti torna a Venezia firmando i costumi di un progetto che si configura come una vera opera artistica totale, capace di intrecciare moda, danza e musica in un’unica, raffinata visione.

Il Gruppo di moda ha, infatti, curato la creazione dei costumi per il tradizionale appuntamento del 1° gennaio, con le coreografie di Diego Tortelli interpretate dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e la partecipazione delle étoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel. Una collaborazione che rinnova il legame tra la Maison e le arti performative, trasformando il palcoscenico della Fenice in uno spazio di dialogo tra discipline.

Ideata da Lavinia Biagiotti Cigna insieme al coreografo, la visione creativa fonde estetica e movimento in una sintesi armonica dove l’abito è parte viva della coreografia. «Questa collezione, una vera dance-couture pensata per la scena, racconta una Venezia filtrata attraverso l’immaginario Biagiotti. Bianca, luminosa, sospesa tra acqua e cielo», afferma Biagiotti Cigna, ricordando il legame profondo della Maison con la città.

Corpo di Ballo Teatro dell’Opera di Roma in costumi Laura Biagiotti per il Concerto di Capodanno – Teatro La Fenice. Ph Stefano Massè

Il ritorno alla Fenice assume infatti anche un valore simbolico profondo. L’amore di Laura e Lavinia Biagiotti per Venezia affonda le sue radici nel tempo. Ma è soprattutto un gesto di mecenatismo a suggellare questo legame: nel 1996, dopo il devastante incendio che distrusse il teatro, Laura Biagiotti donò il Grande Sipario, contribuendo alla rinascita di uno dei luoghi simbolo della cultura europea.

Il colore della luce per i costumi 2026

Il progetto per il Concerto di Capodanno 2026 ribadisce il binomio moda e arte e si configura come un viaggio nell’identità più autentica della Maison. Al centro, i suoi codici fondanti: il bianco e il cashmere. Il bianco diventa luce, rinascita, spiritualità veneziana; il cashmere si trasforma in gesto d’amore, una carezza che accompagna il corpo e restituisce alla danza la sua libertà più pura.

Ogni costume è pensato, si diceva, come estensione del movimento. Le silhouette si aprono e si chiudono, si annodano e si sciolgono seguendo il ritmo della coreografia. Il nodo, leitmotiv della collezione, avvolge i danzatori in una continuità morbida e fluida, senza costrizioni, in cui l’abito non impone ma accompagna.

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Per Eleonora Abbagnato, Biagiotti immagina tre momenti di intensa poesia visiva. Un abito in garza bianca, così leggero da sembrare aria, che crea nuvole di tessuto a ogni passo. Quindi, un abito in seta platino pavé di Swarovski, indossato sotto una cappa in cashmere con cappuccio, che illumina la scena come una galassia di micro-riflessi. E, infine, un tailleur bianco in double, pensato per l’apertura televisiva, dove rigore e delicatezza convivono in perfetto equilibrio.

Bozzetto_Laura Biagiotti per Eleonora Abbagnato Concerto Capodanno 2026
Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con i costumi Laura Biagiotti per il Concerto di Capodanno 2026 – Teatro La Fenice ph Stefano Massè

Il linguaggio dedicato a Friedemann Vogel è invece più scultoreo e architettonico. Un completo con pantalone in double di cashmere bianco e pull in cashmere con un nodo tridimensionale scolpito nella maglia. Sintesi di forza, eleganza ed espressività.

Per il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Biagiotti ha costruito invece una vera e propria coreografia tessile. Body in cashmere e seta bianchi, impreziositi da cristalli Swarovski, scaldamuscoli lavorati a trecce, tute in cashmere abbinate a abiti vestali con corpetti scultorei e gonne in voile di seta bianco, leggero e impalpabile, ricamato a mano. I ballerini indossano tute corte modellate sul corpo, attraversate da un nodo centrale che disegna il busto, mentre piccoli inserti di cristallo si accendono su torace e braccia come punti cardinali del movimento.

Immagini da Ufficio Stampa