‘DOC’, Pierdante Piccioni è il vero Andrea Fanti: «Bisogna ascoltare i pazienti»

Su Rai1 torna ‘DOC – Nelle tue mani’ i cui nuovi episodi vanno in onda dal 15 ottobre. Ecco le parole del dottor Pierdante Piccioni che ha ispirato il personaggio di Luca Argentero.
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Torna in onda DOC – Nelle tue mani, fortunata serie di Rai1 che l’emergenza sanitaria di questo 2020 aveva costretto allo stop. In corsia il volto noto è quello di Luca Argentero, che veste i panni del dottor Andrea Fanti, personaggio ispirato alla storia vera del primario Pierdante Piccioni.

Il medico è intervenuto in occasione della conferenza stampa virtuale della serie e ha raccontato di quanto il progetto televisivo abbia riportato l’attenzione sull’importanza dell’ascolto in ambiente clinico. “Parla uno che prima era molto più tecnico e molto meno ascoltatore dell’esperienza del paziente”, ha esordito Piccioni nel suo commento.

Avere iniziato, e frequentare tuttora, un master in pazientologia mi ha cambiato completamente l’approccio.

“Come medici ci insegnano che la prima cosa è a fare l’anamnesi – continua – e anamnesi vuol dire ascolto. Bisogna stare zitti e cercare di capire che chi hai davanti ti racconta metà del lavoro che tu fai da tecnico. Ascoltare quello che dice il paziente e non solo essere empatici, oramai l’abbiamo capito, aiuta in quella che è l’essenza del lavoro, cioè fare una diagnosi e quindi passare a una terapia.”

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E ancora: “È vero che si tende ad ascoltare poco. C’è un lavoro su tanti medici europei secondo il quale il tempo in cui il medico interrompe il paziente dopo avergli chiesto perché è qui viaggia sempre sotto il minuto. Questo è inquietante perché in meno di un minuto cosa vuoi che ti dica un paziente?

E questa serie probabilmente aiuta anche i medici – conclude infine Piccioni – ed un’osservazione che ho ricevuto dai colleghi. Mi hanno detto: ‘Mi ha fatto ricordare che debbo ascoltare di più’. Non significa, banalmente, diventare più empatico per entrare nel privato ma ascoltare chi hai davanti perché è l’inizio del lavoro ed è metà dello stesso.”

Foto da Ufficio Stampa Cecilia Del Vecchio