San Valentino al MUSE, un dialogo fra arte, scienza ed attrazione

San Valentino al MUSE, il Museo delle Scienze di Trento: una serata all’insegna della scienza, dell’arte e dell’amore quella offerta il 14 febbraio in collaborazione con il Mart, per un evento che nasce al dialogo tra la mostra dedicata a Riccardo Schweizer – che ha esplorato l’eros, il desiderio e la relazione amorosa come forze vitali e generative – e lo sguardo scientifico.

Estetica e biologia si incontrano su un terreno comune ed indagano i temi dell’attrazione e delle strategie riproduttive in natura. 

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All’interno di Palazzo delle Albere si potrà visitare la mostra “Riccardo Schweizer. 100 anni di colore, forma e libertà” – in un confronto tra Margherita de Pilati, curatrice del Mart, e Costantino Bonomi, botanico del MUSE, tra suggestioni, dialoghi e contaminazioni tra arte e scienza. A seguire, aperitivo, musica di sottofondo e libri a tema. L’iniziativa e dedicata a tutte le persone, non solo alle coppie.

San Valentino al MUSE: i fiori come simbolo di arte e scienza

Al centro dell’iniziativa i fiori, simbolo per eccellenza dell’amore romantico nella ricorrenza di San Valentino. Il focus della presentazione scientifica sarà ciò che il fiore rappresenta dal punto di vista biologico, ossia l’apparato riproduttivo della pianta: un organo complesso, progettato dall’evoluzione per attrarre e favorire la riproduzione. Colori accesi, forme avvolgenti, profumi intensi e strutture esposte non sono semplici qualità estetiche, ma strategie precise di seduzione messe in atto dalle piante per attirare gli impollinatori.

In botanica e in natura, l’eros non è metafora ma funzione vitale: senza attrazione non c’è riproduzione, senza relazione non c’è futuro. Una dinamica che sta alla base della teoria evoluzionistica di Darwin per la quale non sopravvive semplicemente chi è più forte, ma chi sa riprodursi meglio, chi riesce a trasmettere i propri geni alle generazioni future. Questa lettura restituisce dell’attrazione una visione meno antropocentrica, restituendola come principio universale che attraversa tutte le forme di vita.

Riccardo Schweizer: 100 anni di colore, forma e libertà

In questo gioco di attrazione, seduzione e forme che parlano al desiderio, il linguaggio della natura entra in risonanza con quello dell’arte di Riccardo Schweizer: al secondo piano di Palazzo delle Albere, il Mart omaggia il pittore, scultore, architetto e designer trentino che ha realizzato opere caratterizzate da colori vibranti e forme dinamiche. La mostra esplora il suo universo creativo attraverso un percorso tematico che evidenzia i diversi ambiti della sua produzione, mettendo in luce il suo contributo al panorama artistico del XX secolo e il suo legame con il territorio. Nei suoi dipinti e nelle sue sculture, il corpo femminile emerge come luogo simbolico dell’eros: forme generose, avvolgenti, talvolta esplicite, che non alludono soltanto alla sensualità, ma alla forza creativa dell’amore e alla sua capacità di generare vita, relazione e immaginazione.

Mostra Riccardo Schweizer

Come i fiori studiati dalla botanica, anche le figure femminili di Schweizer non sono mai passive: attraggono, comunicano, instaurano un dialogo con chi guarda. L’arte, al pari della natura, utilizza l’eros come linguaggio universale, capace di superare i confini culturali e di parlare direttamente ai sensi e all’emotività.

La mostra è visitabile fino al 6 aprile.