Presentato a Palazzo Madama il restauro del Polittico con San Gerolamo e santi di Defendente Ferrari. L’opera torna esposta nella Sala Acaia.
La notizia in breve. A Palazzo Madama è stato presentato il restauro del Polittico con San Gerolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari, capolavoro del primo Cinquecento piemontese. L’opera presentava gravi criticità strutturali che hanno richiesto un intervento complesso sull’apparato ligneo e sulla superficie pittorica.
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Un capolavoro del primo Cinquecento piemontese torna alla piena leggibilità dopo un intervento complesso e delicato. È stato, infatti, presentato a Palazzo Madama, il restauro del Polittico con San Gerolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari, tra le opere più significative delle collezioni civiche torinesi.
Dipinto su tavola e conservato con la cornice originale – elemento raro per polittici di quest’epoca – il lavoro è entrato nelle collezioni civiche torinesi nel 1932. Con il tempo, le sue condizioni ha rivelato molte criticità strutturali, legate sia all’apparato ligneo sia ai supporti. Proprio la presenza della carpenteria originaria ha reso, dunque, necessaria una revisione delle precedenti soluzioni conservative in un intervento che è risultato particolarmente articolato.
A condurlo, il laboratorio di Leone Algisi a Gorle (Bergamo) per la parte strutturale con la collaborazione di Carla Grassi per gli interventi pittorici.

Il restauro – reso possibile da un atto di generosità privata – ha riguardato innanzitutto la stabilità delle tavole lignee. La tavola centrale, segnata da un’antica frattura, è stata ricomposta con grande accuratezza, restituendo continuità e solidità all’intero impianto. E parallelamente si è intervenuti sulla superficie pittorica, recuperando leggibilità cromatica e qualità dei dettagli.
Ora, dipinto ha ritrovato casa, nella Sala Acaia, al piano terra del museo, dove riprende il suo dialogo con il percorso permanente di Palazzo Madama.
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Defendente Ferrari e il Rinascimento piemontese
Nato a Chivasso intorno al 1475, Defendente Ferrari fu allievo di Giovanni Martino Spanzotti, con cui collaborò per diversi decenni. A lui si riconosce il merito di aver contribuito a diffondere nel Ducato di Savoia un linguaggio elegante e raffinato, frutto di una sintesi tra cultura figurativa padana, suggestioni francesi e influssi fiamminghi, ben riconoscibili nella cura minuziosa dei particolari.



Al centro del polittico campeggia la figura di San Gerolamo nell’eremitaggio affiancato, nelle due tavole laterali, da coppie di santi. Di straordinario interesse è, come si accennava la cornice originale, decorata con candelabre in pastiglia secondo il gusto rinascimentale. Preziosa anche la predella, realizzata con una raffinata tecnica a tratteggio d’oro che richiama l’oreficeria e l’incisione.
Immagini da Ufficio Stampa