Nel decennale della morte, Milano intitola a Umberto Eco la passeggiata di piazza Castello, sotto la sua storica casa. Alla cerimonia Sala e la famiglia.

Dieci anni fa ci lasciava Umberto Eco a cui, ora, il comune di Milano rende maggio intitolandogli la passeggiata di piazza Castello, uno dei luoghi che lo scrittore e semiologo frequentava abitualmente perché situato sotto le finestre della sua casa-biblioteca. Esattamente dieci anni dopo la sua scomparsa, alla cerimonia di intitolazione hanno presenziato il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu. Con loro anche la presidente della Fondazione Umberto Eco, Carlotta Eco, figlia dell’autore e la moglie, Renate Eco-Ramge.

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Nel corso dell’evento, inoltre, il giovane attore Filippo Lai ha letto un brano de Il pendolo di Foucault, romanzo del 1988 tra le opere più celebri dello scrittore insieme a Il nome della rosa. Come accennato, la scelta della passeggiata di piazza Castello non è casuale. Era uno dei percorsi più cari a Eco, che spesso lungo quel tracciato si intratteneva con milanesi e studenti durante le sue camminate quotidiane.

Un’intitolazione, dunque, con cui la città lega in modo permanente il suo nome a uno spazio pubblico vissuto e riconoscibile, nel cuore del centro storico. Inoltre, nel 1988 il Comune conferì a Eco la Medaglia d’Oro di Civica Benemerenza, a riconoscimento alla sua straordinaria attività intellettuale e al contributo offerto agli studi sulla comunicazione di massa, alla semiotica e alla filosofia medievale.

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Autore tradotto in tutto il mondo, accademico e saggista, Umberto Eco è stato una delle figure più influenti del panorama culturale internazionale del Novecento. Le sue ceneri riposano al Cimitero Monumentale di Milano, nella tomba voluta dalla famiglia e nel 2016 il suo nome è stato iscritto nel Famedio tra gli Illustri e Benemeriti della città.

Immagini da Ufficio Stampa Comune di Milano

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