«Una tela bianca con un corpo nudo». È questa l’immagine che Levante dipingerebbe per rappresentare Sei tu, il brano con cui è in gara al Festival di Sanremo 2026. Un’immagine essenziale, esposta, quasi vulnerabile, proprio come la canzone che l’artista porterà sul palco dell’Ariston: una ballata delicata, fisica, che parla d’amore partendo non dalle parole, ma da ciò che accade sotto la pelle.
Dopo un percorso recente fatto di singoli come Maimai, Niente da dire, Dell’amore e il fallimento e Sono blu, Levante prosegue così il suo racconto sull’amore scegliendo questa volta una prospettiva più silenziosa, più intima. In Sei tu, infatti, il sentimento prende la forma di qualcosa che non riesce a essere detto e si manifesta invece attraverso il corpo, le sensazioni, la pelle di chi lo prova.
«È un brano molto fisico – sottolinea l’artista – che parla del corpo sopraffatto dall’innamoramento. È quello che sento sotto la mia pelle, che tu non puoi vedere, ma che io provo e che mi travolge e mi immobilizza fino a non dichiarare il mio amore. Perché l’ho scelta per il festival? Non l’ho scelta tanto per il tema, ma per il suo vestito sonoro. È una canzone quasi nuda, arriva in punta di piedi».
«È molto diversa da quello che ho mostrato sul palco dell’Ariston negli anni passati – spiega ancora Levante – Ho sempre portato muscolarità, energia, movimento. Con Sei tu spero di mostrare un altro aspetto di me, più sospeso, più aperto. È un lato che chi mi segue da tanto tempo conosce ma che su un palco così popolare non avevo ancora mai mostrato». Una scelta che segna un cambio di registro anche rispetto alle precedenti partecipazioni sanremesi: meno impatto immediato, più ascolto.
‘Dell’amore il fallimento e altri passi di danza’
Un’esposizione emotiva che riflette la maturità del percorso artistico e umano di Levante. Sei tu, del resto, si inserisce in un discorso più ampio che attraversa il prossimo lavoro dell’artista, ‘Dell’amore il fallimento e altri passi di danza’. Progetto ancora senza data di uscita in cui l’amore diventa luogo fragile, spesso segnato dal fallimento.
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«Mi sono interrogata sull’amore e avevo voglia di raccontarne anche gli aspetti negativi. Tutti abbiamo vissuto relazioni fallimentari, ci siamo incartati e aggrovigliati in dei pattern che ripetiamo e che si ripetono. La domanda da cui parte il brano nasce proprio da un sentimento che non si riesce a verbalizzare». Una riflessione che tocca anche il modo in cui oggi viviamo le relazioni. «Viviamo in una società molto individualista. Dove c’è tanto ego non può esserci amore. Io non ho indagato la società, ho indagato me stessa, però è innegabile che questo sia un tempo in cui l’amore manca».
Nel suo racconto emerge con chiarezza il tema della paura: paura di non essere abbastanza, paura di perdere, paura di dare. «Siamo bravissimi a prendere, ma a volte non sappiamo dare perché siamo spaventati. Pensiamo di sottrarre un pezzo di noi. In realtà quello che resta è ciò che abbiamo dato. Certo, la mia è una visione assolutamente personale: tutti viviamo l’amore e le relazioni in base a quello che abbiamo esperito. Io ho dovuto scavare molto a fondo per cercare una risposta ai miei comportamenti».
Oltre Sanremo
Accanto alla musica, Levante sarà presto anche in televisione come attrice nella miniserie L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, in onda su Rai 1 il 3 e 4 febbraio, con Lino Guanciale e la regia di Michele Soavi. Un’ulteriore tappa di un percorso artistico sempre più trasversale, che negli ultimi anni l’ha vista muoversi tra cinema, colonne sonore e scrittura.
Ma il cuore resta il palco. Ad aprile partirà Dell’amore – Club Tour 2026, un ritorno dichiarato al contatto diretto con il pubblico. Un viaggio sonoro e visivo che attraverserà i principali club italiani, mescolando brani storici e nuove canzoni, in un racconto più crudo, più vero, più personale.
- 29 aprile – Padova, Gran Teatro Geox (data zero)
- 4 maggio – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
- 6 maggio – Roma, Atlantico
- 7 maggio – Napoli, Casa della Musica
- 11 maggio – Venaria Reale (TO), Teatro Concordia
- 14 maggio – Bologna, Estragon
- 19 maggio – Milano, Alcatraz
Immagini da Ufficio Stampa