Terapia di Gruppo, Chiara Becchimanzi toglie il filtro fra attore e spettatore

Terapia di Gruppo, di Chiara Becchimanzi, lascia che il pubblico si racconti, in due ore di divertimento e condivisione: la nostra recensione
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Terapia di Gruppo, Chiara Becchimanzi toglie il filtro fra attore e spettatore

Terapia di Gruppo è indubbiamente uno spettacolo di stand up comedy, data l’impostazione: una sola attrice sul palco con il suo microfono, nessuna scenografia, monologhi comici e toni graffianti – tutto rimanda a quel mondo. Tuttavia è importante fare le dovute distinzioni e, data la piacevole sorpresa che lo spettacolo ci ha riservato, approfondiamo l’esperienza che è possibile vivere partecipando ad una serata in compagnia di Chiara Becchimanzi, che in Terapia di Gruppo mette il pubblico in condizione di essere co-autore dello spettacolo.

Terapia di Gruppo: fra stand-up e partecipazione collettiva

Senza filtri, senza pudore, senza pietà: Chiara Becchimanzi, con Terapia di Gruppo, si porta in scena e lascia che il pubblico si racconti, in due ore di divertimento e condivisione. Lo spettacolo, interamente improvvisato – pur lasciando all’attrice la possibilità di ancorarsi al suo repertorio – si propone come una vera e propria terapia di gruppo in cui Chiara Becchimanzi, sola sul palco, rifiuta la distanza col pubblico e lo coinvolge attivamente nella conduzione della serata.

La stand-up comédienne annusa la sala, si mette alla ricerca di eventi, paure, abitudini, passioni comuni, che possano aprire una via verso un dialogo. Quello che il pubblico esprime – verbalmente, con il linguaggio del corpo, o anche col silenzio – è l’humus su cui Chiara pianta semi di riflessione, da cui possano nascere racconti, momenti di sfogo o – opzione ancor più interessante – ulteriori interrogativi. Può capitare, qualche volta, che le opinioni espresse dal palco non siano condivise, o che il pubblico reagisca negativamente ad alcune posizioni personali dell’attrice/conduttrice: poco male, perchè Chiara Becchimanzi regge saldamente in mano il timone di questa nave ed intende riportare tutti a terra e di buon umore.

La satira intelligente e puntuale della Becchimanzi deve reggere a fronte di un pubblico ogni sera diverso e immancabilmente vario, ed è importante sottolineare che l’attrice stessa non si faciliti il compito; anzi, raccoglie la sfida e a più riprese punta sulla risposta del singolo spettatore, parte dall’individualità per provare a far ingranare un meccanismo di partecipazione collettiva. Missione impossibile, sembrerebbe, ma ogni tentativo ha un suo valore – a prescindere da quanto riesca, di volta in volta, l’impresa.

Lo spettacolo è divertente e lo consigliamo per chi cerca una serata a teatro diversa e coinvolgente: è ancora in scena il 3 aprile a Milano (ZELIG) ed il 5 aprile a Torino (OFF TOPIC).

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