Dargen D’Amico: «Riapertura discoteche? Solo se c’è progettualità»

Dargen D'Amico annuncia l'uscita del nuovo album e ci racconta di come avesse «smesso di fare l'artista» e di Sanremo 2022.
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Mentre a Sanremo impazza la sua Dove si balla, Dargen D’Amico annuncia l’uscita del nuovo album il 4 marzo, dal titolo Nei Sogni Nessuno è Monogamo (Island Records/Universal Music Italy). Un progetto dalla vita non facile, come confessa lo stesso artista.

«Da quando ho scoperto di andare a Sanremo, l’ho veramente vista come un’occasione. – dice Dargen – Cercavo un’occasione per ritornare a fare questo, per costringermi a scrivere giorno e notte. Volevo buttare in questo disco quello che ho pensato e non ho scritto negli ultimi anni. Dalla notte in cui ho scoperto di essere a Sanremo, ho iniziato a scrivere e nel disco ci sono le cose più dignitose che ho scritto in questi mesi».

Dargen racconta infatti di come negli ultimi anni – anche a causa dell’emergenza sanitaria – si sia sentito bloccato.

«Dove si balla è nato tra ottobre e novembre ed è stato mandato a Sanremo molto tardi, nell’ultima settimana utile. – ci spiega D’Amico – È nato dopo il ritorno dell’emergenza. Ho deciso di trovare una valvola di sfogo a sensazioni che avevo accumulato nei 32 mesi passati. Da quando ho smesso di fare l’artista. Ho un progetto di dimensioni ridotte che funzionava grazie al richiamo magnetico tra live e dischi. Quando si è rotto questo equilibrio, ho avuto la fortuna di trovare un’altra soluzione lavorativa perché ho scritto e faccio anche quello ora. Però ho abbandonato la scrittura per il mio progetto e cercavo un’occasione che mi riportasse lì. C’era semplicemente da aprire un rubinetto ed è ciò che ho fatto scrivendo il brano».

Ma Dove si balla?

Non è un caso che il brano abbia una forte attinenza con l’attualità, con la voglia di far festa e di ballare.

«Sono contento se c’è una progettualità sulle discoteche e se si prende sul serio, anche scientificamente, la situazione. Se si riapre per poi richiudere si fa più male che bene, perché il rischio è che i locali piccoli poi chiudano per sempre. Spero che sia possibile ricominciare a fare cultura con l’intrattenimento in Italia. Abbiamo questa facile via di fuga di riferirci al nostro passato culturale. Ma ci ha portato a essere immobili in questo momento. Il ritardo però non è più perdonabile».

Il consiglio di Dargen è dunque quello di fottersene «del terrorismo psicologico e del fatto che i media cavalchino le nostre paure».

«Il brano è un invito a me stesso. Quando scrivi una canzone non immagini certo che finisca a Sanremo e che tu la debba cantare lì. Ma è giusto che le parole assumano un altro significato».

Dargen D’Amico a Sanremo 2022

Intanto la classifica promette bene e sembra aver sorpreso lo stesso Dargen.

«È una classifica interessante – commenta – ma credo sia più legata a chi andrà sul podio. Non credo di appartenere a quella categoria. La gara è più per il pubblico. Per l’artista è l’intensità del momento che fa la differenza».

Foto: Adriana Tedeschi