‘AHIA!’, il primo libro di Riccardo Zanotti: «Scriverlo mi ha fatto male»

Il 3 novembre è uscito 'AHIA!', il primo libro di Riccardo Zanotti, frontman dei Pinguini Tattici Nucleari.
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Il 3 novembre è uscito AHIA! (Mondadori), il primo romanzo di Riccardo Zanotti, frontman dei Pinguini Tattici Nucleari. Un titolo curioso, il medesimo del nuovo EP della band, che uscirà il 4 dicembre e che è stato anticipato dal singolo Scooby Doo, il cui video è disponibile dal 19 novembre.

«Ahia è una parola affascinante. – dice Riccardo Zanotti – Nessuno te la insegna. Non è che un giorno, quando sei bambino, tua mamma arriva e ti dice è qualcosa che devi esclamare quando ti fai male. Non te ne parla il maestro a scuola, non te la svelano gli amici al campetto. Tutti veniamo al mondo con un determinato numero di Ahia dentro, nel codice genetico, innati. Ognuno di essi corrisponde a una volta in cui permettiamo al mondo di farci del male».

«Ahia prima che essere parola, è una reazione, o ancora meglio una smorfia, quasi un gioco. – continua Zanotti – Non ha etimologia, perché non ha storia: è semplicemente qualcosa che esiste e che diamo per scontato, come il cielo sopra la testa e la terra sotto ai piedi. Nella sua semplicità, Ahia descrive un’infinità di emozioni e sentimenti, ed è per questo che ho voluto chiamare così sia il mio libro che l’ultimo nostro lavoro discografico: per ricordarci che siamo bambini che non devono avere paura di cadere e sbucciarsi le ginocchia».

AHIA!, la storia del libro di Riccardo Zanotti

Riccardo Zanotti con questo romanzo si confronta per la prima volta con la scrittura narrativa, attraverso una storia intensa che racconta l’incontro tra un giovane uomo e il padre, del quale fino a quel momento aveva sempre ignorato l’identità. Un incontro difficile eppure necessario tra due generazioni, due mondi molto diversi tra loro, ma uniti dalla comune passione per la musica, sullo sfondo di un’ambientazione sottilmente suadente, popolata da personaggi bizzarri, talvolta un po’ ruvidi, ma terribilmente umani.

«Mi sono fatto molto male nello scriverlo. Alle mani, ma soprattutto alla testa. Ci ho messo molto tempo, ma sono soddisfatto».