‘Lost in the Desert’ è il nuovo brano per sostenere i lavoratori dello spettacolo durante la pandemia

Già disponibile su tutte le piattaforme digitali la traccia/iniziativa benefica nata da un’idea di Rodrigo D’Erasmo, Rancore, Daniele Silvestri, Enrico Gabrielli ed altri musicisti italiani alla quale partecipa anche Joan As A Police Woman.
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L’industria musicale, come altri settori, è stata fortemente danneggiata dal Covid-19. Inoltre, a differenza di altre realtà non si conoscono ancora le tempistiche e le modalità con cui il pubblico tornerà a fruire della musica. Lost In the Desert (Persi nel Deserto, appunto) è un piccolo, ma significativo, segnale che alcuni musicisti danno per sostenere tutte quelle persone che, dietro le quinte, contribuiscono a tenere viva la macchina musicale.

Questi professionisti, al momento, sono fortemente penalizzati dall’assenza di concerti ed eventi: tecnici delle luci, fonici, roadies, professionisti senza i quali non esisterebbe tutta la magia dell’evento musicale. Sicuramente questo settore sarà uno degli ultimissimi a ripartire, essendo basato in gran parte sull’acquisto di un biglietto per assistere ad un concerto assieme a molta altra gente: cosa attualmente impensabile in una situazione di pandemia.

E così, senza tutto questo, i concerti e le professioni dietro le quinte rischiano di scomparire. Proprio per dare un contributo in questo momento così difficile è nato il brano Lost In the Desert, realizzato da Daniele Silvestri, Rancore, Rodrigo D’Erasmo, Enrico Gabrielli e tanti altri artisti, con la preziosa collaborazione di Joan As A Police Woman.

Queste alcune considerazioni di Daniele Silvestri in proposito: «Avete presente quando, alla fine di uno spettacolo, di un concerto, di un’esibizione di qualsiasi genere, il protagonista principale chiede “un applauso ai tecnici!”, magari aggiungendo qualcosa tipo.. “senza di loro, nulla di questo sarebbe possibile”… avete presente? Ecco. È vero. È sempre vero. Anche quando sembra vagamente retorico, o ipocrita… in realtà è proprio vero e basta. Quello che però forse non sapete è che quella categoria – quella dei tecnici intendo – è una delle meno protette in assoluto, anche all’interno del già debolissimo mondo dei lavoratori “intermittenti” dello spettacolo. Non intendo qui aprire l’infinito discorso della legislazione italiana in materia, anche se non c’è dubbio che questo paese dovrà sbrigarsi a recuperare il terreno perduto. Ora la battaglia che dobbiamo combattere – tutti – è un’altra. Ben più urgente. Ben più concreta. E c’è un’enorme quantità di persone, di lavoratori più o meno precari, più o meno in regola, che rischiano di non uscire più dal baratro in cui stanno entrando. E allora torno a parlare di loro, dei tecnici. Perché per noi non sono una categoria qualsiasi. Non sono numeri. Sono volti e nomi di fratelli, che da sempre dedicano – e vi dedicano – tante ore-energie-sudore-studio per permettere a qualcun altro di raccontare storie, suonare, ballare, disegnare mondi, regalare gioie e stupori, sogni e magie, bugie e verità.Ecco molti, moltissimi di questi fratelli, ora non hanno più niente a cui aggrapparsi. Alcuni sono semplicemente disperati. Rimasti privi di lavoro e privi di tutele, sentono di non esistere.È arrivato il momento di restituire. È il momento di dirgli che era importante quello che facevano e che prima o poi rifaranno, e che adesso che non possono farlo… non sono stati dimenticati, messi da parte, abbandonati. Ed è giusto che i primi a pensarci siano i più fortunati, quelli che hanno potuto godere di entrate sicure e più o meno consistenti, di qualche forma di popolarità… quelli che anche da casa riescono a combinare qualcosa, a farsi ascoltare da qualcuno. Quelli come me. E come gli amici e colleghi con cui abbiamo deciso di usare questa fortuna, questo privilegio, per dare voce a chi non ce l’ha, a chi praticamente non esiste. Condividere è come vivere, di più».

Il brano è disponibile dal 12 maggio, su tutte le piattaforme digitali. I proventi saranno destinati a supportare il progetto Covid 19 Sosteniamo La Musica di Spotify a sostegno del fondo di Music Innovation Hub, in collaborazione con Milano Music Week e in partnership con Fimi, Afi e Pmi.