Il mondo fluttuante conquista Roma: Hokusai a Palazzo Bonaparte

A partire dal 27 marzo 2026 Palazzo Bonaparte a Roma diventa la casa italiana di Katsushika Hokusai, il maestro assoluto dell’arte giapponese del periodo Edo. Nelle sale affacciate su Piazza Venezia prende forma la più grande esposizione mai dedicata in Italia a Hokusai, cuore delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

La mostra, prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica di Francesca Villanti, riunisce oltre 200 opere provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia, esposte per la prima volta in Italia e, in questa forma monografica, per la prima volta al di fuori della Polonia. Un percorso ricchissimo che attraversa l’intero arco creativo dell’artista, dalle immagini legate alla tradizione fino alle invenzioni più rivoluzionarie.

Il mondo fluttuante tra Grande Onda, Fuji e cascate

Protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603–1868), Hokusai è una delle voci più potenti dell’Ukiyo-e, il Mondo fluttuante che ha trasformato l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale. In mostra scorrono capolavori senza tempo: dalle Cinquantatré stazioni del Tokaido alla celeberrima Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei vedute del Monte Fuji fino ai sorprendenti Manga, gli album di disegni che hanno dato il nome alla cultura visiva contemporanea.

Accanto alle vedute del sacro Monte Fuji, spesso arretrato sullo sfondo, emergono in primo piano gesti e dettagli del quotidiano: capanne, cavalli lungo la strada, profili di tetti che dialogano con le colline. Un altro protagonista assoluto è l’acqua, elemento che Hokusai osserva e reinventa nelle infinite variazioni della serie Un viaggio tra le cascate di varie province, dove torrenti, spruzzi e superfici immobili diventano puro ritmo visivo.

Non manca uno sguardo sui lati più inaspettati della sua personalità, tra umorismo e leggerezza. Ne è esempio il raffinato Autoritratto come pescatore, un surimono in cui l’artista gioca con la propria immagine, e la celebre dichiarazione in cui afferma che solo dopo i settant’anni le sue opere iniziano a valere davvero, firmandosi negli ultimi anni Gakyo rojin, il Vecchio pazzo per la pittura.

Oggetti, fotografie e didattica: un viaggio nel Giappone dell’Ottocento

Il percorso non si limita alle stampe. Oltre alle opere di Hokusai, l’esposizione presenta oltre 180 pezzi tra libri rarissimi e oggetti giapponesi: laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi, spade e strumenti musicali tradizionali. I costumikimono, giacche haori e fasce obi – accompagnano la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.

A completare lo sguardo sul Giappone dell’Ottocento intervengono le fotografie di Felice Beato, tra i primi a documentare il Paese appena aperto all’Occidente. Un video ne ripercorre la vita e l’attività artistica, mettendo in relazione i suoi paesaggi, le città e le scene di vita quotidiana con l’universo visivo del maestro giapponese.

Non manca un percorso didattico pensato per scuole e pubblici diversi, che guida i visitatori all’interno della complessa produzione tecnico-artistica di Hokusai e dei suoi allievi, tra xilografie policrome, surimono e album di manga. Le audioguide sono incluse nel costo del biglietto e sono previste visite guidate per gruppi, famiglie e scuole.

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L’influenza di Hokusai sull’arte europea è uno dei fili conduttori della mostra: le sue immagini hanno affascinato e ispirato pittori come Monet, Van Gogh e il movimento impressionista, contribuendo alla nascita del Giapponismo e di nuove visioni della modernità. Anche la musica ha guardato alle sue opere, come testimoniano i rimandi a Claude Debussy, che nella Grande Onda trovò una potente suggestione visiva.

Info pratiche: date, orari e biglietti della mostra

HOKUSAI. Il grande maestro dell’arte giapponese è allestita a Palazzo Bonaparte in Piazza Venezia 5 (angolo Via del Corso) a Roma e resterà aperta al pubblico fino al 29 giugno 2026. L’esposizione è promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura.

La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia e vede come main partner la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema. Tra gli sponsor figurano Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, radio partner Dimensione Suono Soft e sponsor tecnico Ferrari Trento.

Orari di apertura: dal lunedì al giovedì 9.00 – 19.30, venerdì, sabato e domenica 9.00 – 21.00 (biglietteria chiusa un’ora prima). Il biglietto intero costa 17 euro, con diverse formule ridotte e biglietti speciali, incluso il Biglietto Open da 19 euro che consente l’ingresso in un giorno e orario a scelta entro la fine della mostra. Informazioni e prenotazioni sono disponibili sui siti mostrepalazzobonaparte.it e arthemisia.it.

Per chi raggiunge Roma in treno, i possessori di un biglietto Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca con destinazione Roma, datato fino a due giorni prima della visita, hanno diritto a uno sconto sul biglietto di ingresso acquistando il titolo direttamente in biglietteria.

Foto: Ufficio Stampa