Dal 27 marzo 2026 il Museo dell’Ara Pacis di Roma propone al pubblico L’Ara si rivela, un nuovo percorso multimediale che anima l’altare augusteo con videomapping, suoni e narrazione. L’esperienza immersiva è in programma il venerdì, sabato e domenica, con visite serali dalle 20.00 alle 22.00 dal 27 al 29 marzo e dal 3 al 6 aprile, e dalle 21.00 alle 23.00 dal 10 aprile, per gruppi di massimo 25 persone accompagnati da un operatore.
Il progetto, promosso da Roma Capitale con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni SpA con Luca Scarzella, trasforma il monumento in un racconto di luci e colori. In cuffia, in italiano e inglese, le voci dei protagonisti della sua storia accompagnano i visitatori lungo un itinerario che intreccia ricerca scientifica, tecnologie immersive e suggestioni sonore.
Videomapping, suoni e il colore perduto dell’Ara Pacis
Il cuore de L’Ara si rivela è un sistema di videomapping dinamico che utilizza otto videoproiettori 4K laser, gestiti da un Mediaserver Watch Out che controlla l’intero show, comprese le luci del museo. I bassorilievi si illuminano in corrispondenza del punto di osservazione dei visitatori, rivelando dettagli, cromie e scene che restituiscono, in via d’ipotesi, la policromia originaria dell’altare.
La scelta delle colorazioni si basa su analisi di laboratorio, confronti con la pittura romana, in particolare pompeiana, e ricerche cromatiche su architetture e sculture antiche greco-romane. Decisivo anche uno studio del 2010 che ha riconosciuto oltre cinquanta specie vegetali realmente esistenti nel celebre fregio vegetale: dall’acanto ai cardi, dai fiori di zafferano alle rose, dai lilium alle ninfee e alle palme da dattero, popolati da uccelli, serpenti, salamandre, rane, lumache, scorpioni, cavallette e farfalle.
Nel corso della visita, una narrazione emozionante arricchita da musiche e effetti sonori restituisce le molte vite del monumento: dall’età di Ottaviano Augusto alle vicende della sua riscoperta tra Rinascimento, Ottocento e primi decenni del Novecento. A prendere la parola sono anche i collezionisti cinquecenteschi, i restauratori e gli archeologi che hanno contribuito a riportare alla luce e interpretare l’Ara Pacis.
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Un percorso in quattro tappe tra mito, processioni e rinascita
Il percorso di visita si snoda intorno al recinto dell’Ara, con un passaggio nell’ambulacro interno accanto all’altare, ed è articolato in quattro momenti. Si parte dal fronte del monumento, dove viene raccontata la sua collocazione originaria nel Campo Marzio settentrionale e la funzione legata al sacrificio annuale. Qui i pannelli principali intrecciano le origini di Roma e quelle della gens Iulia, con Enea sul grande fregio di destra e Romolo e Remo allattati dalla lupa sotto un albero di fico sul fregio di sinistra.
Nel secondo e terzo punto l’attenzione si concentra sui lati lunghi, il fregio Nord e il fregio Sud, dove scorre la processione di magistrati, sacerdoti e membri della famiglia imperiale, concepita come un’unica scena osservabile da due punti di vista. Sul lato Nord sfilano i rappresentanti dei principali collegi sacerdotali romani, seguiti da uomini, donne e bambini della famiglia di Augusto; sul lato Sud l’imperatore, con il capo velato, è circondato da una cinquantina di figure impegnate nel rito di consacrazione dell’Ara, mentre le voci di personaggi come Marco Vipsanio Agrippa, Antonia minore e Druso ne chiariscono ruolo e peso nel progetto dinastico augusteo.
Figure femminili e fregio vegetale
Nel tratto successivo, sul fronte posteriore, la visita si concentra sulle figure femminili e sul fregio vegetale: da Tellus, dea madre dei Latini, alla dea Roma, fino alla lussureggiante decorazione botanica resa più leggibile dall’ipotesi ricostruttiva del colore. L’ultima tappa proietta infine i visitatori nelle vicende moderne del monumento, dall’interramento che lo ha tenuto nascosto per oltre un millennio al progressivo riaffiorare in età rinascimentale, fino agli scavi dell’Ottocento e degli anni Trenta del Novecento che hanno portato alla ricomposizione attuale.
La visita, della durata di circa 45 minuti, è accessibile anche alle persone con disabilità motoria e prevede gruppi ristretti per garantire una fruizione ottimale delle proiezioni e dell’audio in cuffia. I biglietti sono pre-acquistabili online sul sito www.arapacis.it oppure, se disponibili, presso i Tourist Infopoint, le biglietterie dei musei civici e le librerie/biglietterie del Mausoleo di Augusto, del Clivo di Acilio e della Casina Vignola Boccapaduli.
Foto: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali / Ufficio Stampa