Fondazione ICA Milano apre la primavera 2026 con tre progetti espositivi tra installazioni immersive, cicli naturali e scultura contemporanea, in dialogo con importanti istituzioni italiane.
Fondazione ICA Milano inaugura la primavera espositiva 2026 con un programma che intreccia memoria, tempo e trasformazione attraverso tre progetti accomunati da una profonda riflessione sull’esperienza umana. Dal 19 marzo 2026 gli spazi di via Orobia si aprono a un dialogo intergenerazionale tra installazioni ambientali e cicli naturali, mentre dal 13 aprile la scultura torna protagonista con la mostra dei finalisti del Premio Arnaldo Pomodoro.
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Al piano terra prende forma la bipersonale The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits, che mette in relazione le pratiche di Marc Camille Chaimowicz e Dozie Kanu attorno al tema del doppio e dell’eredità delle forme. Nella project room al primo piano, il progetto 52 Ludlow di Giovanni Stefano Ghidini invita a una meditazione sul tempo e sull’impermanenza della vita, a partire da un lungo lavoro sui girasoli coltivati sui tetti di New York.

Installazioni come stanze, tra Jean Cocteau e la diaspora africana
Curata da Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi, The Second Shadow mette in dialogo due installazioni ambientali concepite come stanze: Jean Cocteau (2003–2014) di Chaimowicz e un nuovo intervento site-specific di Kanu, pensato come risposta e rifrazione dell’opera storica. La mostra, frutto della collaborazione tra la Fondazione e Nicoletta Fiorucci Foundation, si configura come dispositivo di risonanza in cui due ambienti autonomi si osservano e si trasformano a distanza, come superfici riflettenti che ritardano l’immagine per far emergere il pensiero.
La stanza di Chaimowicz nasce come struttura ospitante predisposta all’accoglienza di presenze, opere e oggetti, mentre l’ambiente di Kanu si presenta come campo di ospitalità attiva attraversato da presenze formative e pratiche che hanno inciso sulla sua ricerca. Le opere selezionate all’interno della collezione di Nicoletta Fiorucci non funzionano come semplici omaggi, ma come soglie dinamiche di attivazione. In questo orizzonte si inserisce anche la proiezione del film Il testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau presso il Cinema Godard di Fondazione Prada, prevista per il 21 maggio 2026.
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I girasoli di 52 Ludlow e il Premio Arnaldo Pomodoro
Nella project room, la mostra 52 Ludlow a cura di Alberto Salvadori presenta per la prima volta tre opere tratte da una serie sviluppata da Ghidini nell’arco di venticinque anni. Nato nel 1997 sul tetto di un edificio del Lower East Side di New York, il progetto intreccia natura, scultura e fotografia: i girasoli coltivati dall’artista diventano presenze monumentali e antropomorfe, metafora della vita, della sua ciclicità e della sua impermanenza. Le stampe al platino realizzate nel 2022 amplificano la profondità emotiva di queste immagini, invitando a una contemplazione lenta del tempo e della capacità adattiva degli esseri viventi.

Dal 13 aprile 2026 il percorso di Fondazione ICA Milano si amplia con la collettiva Dancing at the Edge of the World, curata da Federico Giani e Chiara Nuzzi, che presenta le opere dei cinque finalisti dell’ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: Bronwyn Katz, Dan Lie, Trương Công Tùng, Luana Vitra e Yu Ji. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, porta negli spazi milanesi una pluralità di linguaggi scultorei capaci di misurarsi con le urgenze del presente.
Le tre esposizioni compongono così un itinerario che attraversa intimità e storia collettiva, dalla genealogia che unisce Cocteau, Chaimowicz e Kanu al lavoro paziente di Ghidini sui cicli naturali, fino alle ricerche dei giovani artisti del Premio Arnaldo Pomodoro. Un invito a sostare in uno spazio di ascolto, risonanza e consapevolezza, dove la rappresentazione diventa strumento per rendere visibili le stratificazioni del passato e le trasformazioni in corso.
Foto: Ufficio Stampa