Mucha incanta Roma, boom di visitatori a Palazzo Bonaparte

Si è chiusa domenica 8 marzo a Roma la mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”, ospitata a Palazzo Bonaparte dall’8 ottobre 2025 e visitata da 184.671 persone. Un risultato che conferma il palazzo come una delle sedi espositive più frequentate in Italia e consacra il progetto dedicato al maestro dell’Art Nouveau tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione.

Il percorso ha proposto una delle più ampie retrospettive italiane su Alphonse Mucha, l’artista ceco che ha ridefinito l’immaginario visivo della Belle Époque. Oltre 150 opere tra manifesti iconici, pannelli decorativi, illustrazioni e materiali d’epoca hanno raccontato come la figura femminile, nelle sue composizioni, diventi un simbolo universale di grazia, eleganza e seduzione.

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Un trionfo di pubblico e una Venere d’eccezione

Il successo di pubblico ha superato le aspettative: gli oltre 180.000 visitatori registrati hanno segnato un traguardo ben al di sopra della media delle mostre su Mucha nel mondo. Secondo i dati diffusi, il 70% del pubblico è stato composto da visitatori italiani, mentre il 30% è arrivato dall’estero, a conferma del ruolo di Roma come meta culturale di forte richiamo internazionale.

Momento culminante del percorso è stata la presenza straordinaria della Venere di Sandro Botticelli (1485-1490), concessa in prestito dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino. Il capolavoro rinascimentale ha costituito il cuore simbolico della mostra, creando un ponte ideale tra Rinascimento e Art Nouveau e offrendo al pubblico l’occasione rara di ammirare l’opera in un contesto espositivo inedito.

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Il coinvolgimento è stato trasversale: gruppi organizzati e scuole hanno rappresentato circa il 25% delle presenze, mentre oltre il 35% dei visitatori ha scelto visite guidate, percorsi didattici e approfondimenti tematici. Un dato che segnala il desiderio di comprendere più a fondo linguaggio e contesto storico dell’Art Nouveau, trasformando la mostra in un’occasione di conoscenza oltre che in un’esperienza estetica.

Allestimento immersivo e nuovi progetti per il 2026

L’esposizione è stata accompagnata da un allestimento immersivo, firmato Arthemisia, che ha rievocato l’atmosfera elegante della Belle Époque attraverso luci, cromie, musiche e suggestioni sensoriali. I “Racconti dell’Arte”, le conferenze e gli incontri dedicati a Mucha, all’Art Nouveau e alla cultura del tempo hanno registrato il tutto esaurito in poche ore, confermando l’interesse del pubblico per momenti di divulgazione e confronto.

Prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino, con la curatela di Elizabeth Brooke e Annamaria Bava e la direzione scientifica di Francesca Villanti, la mostra ha goduto del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco. Main partner è stata la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con il supporto di numerosi partner culturali e tecnici.

Dopo le grandi esposizioni dedicate a Monet, Van Gogh, Escher e Munch, Palazzo Bonaparte guarda ora al futuro. Il 2026 sarà segnato da nuove mostre di respiro internazionale: dal 27 marzo la più completa esposizione mai dedicata in Italia a Hokusai e, in autunno, una grande mostra su Kandinsky, padre dell’astrattismo, confermando la vocazione del palazzo a luogo di riferimento per le grandi narrazioni dell’arte.

Foto: Ufficio Stampa