Sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 lo Spazio Forgiatura, nel Milano Certosa District, ospita la nuova edizione di Don’t Call It Cute. Creativity Is Female, mostra collettiva dedicata alla creatività femminile contemporanea. Curata da TA-DAAN insieme a RealStep, l’esposizione si apre con un evento inaugurale con performance live e rimane visitabile anche durante la Design Week, dal 20 al 26 aprile 2026, dalle 10.00 alle 19.00.
Il progetto nasce in occasione della Giornata Internazionale della Donna e sceglie un titolo che suona come un avvertimento: non chiamatela solo “carina”. L’obiettivo è ribaltare lo sguardo su pratiche spesso relegate al mondo domestico o considerate amatoriali, restituendo al fatto a mano il suo statuto di lavoro, competenza, disciplina e rischio imprenditoriale. In mostra, il gesto manuale diventa linguaggio critico e strumento per affermare il valore culturale ed economico dell’artigianato contemporaneo.
Dal “che carino” alla potenza del fare
Al centro del percorso espositivo c’è una riflessione sul linguaggio. Definire un lavoro “grazioso” o “decorativo” significa spesso neutralizzarne complessità e autorevolezza. Don’t Call It Cute. Creativity Is Female prende posizione contro questa narrazione e valorizza tecniche storicamente considerate minori – come ricamo, intreccio, cucito – presentandole come pratiche consapevoli, che richiedono tempo, studio e visione. Le opere in mostra sono firmate da artigiane della community TA-DAAN: Martina Zena (ceramica e pittura), Studio Variopinto (ricamo), Mariadela Araujo (tessile e upcycling), Signora Luna (cartapesta e pittura), The Blond Lasagna (pittura), OSHA (ricamo su tessuti di recupero), C’EST UN CEST (intreccio e weaving) e Rosita D’Agrosa (arte tessile).
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Il percorso si apre con i ricami di OSHA, realizzati su centrini e tessuti di recupero: superfici legate all’idea di decoro domestico diventano supporti di affermazione visiva e concettuale. Il ricamo è gesto disciplinato che fissa parole e immagini nel tessuto, proiettando nel futuro materiali che hanno già vissuto altre vite. Tra i lavori più emblematici c’è anche Mutatis Mutanda di Rosita D’Agrosa, serie in progress di 28 sculture tessili, una per ogni giorno del ciclo mestruale. La mutanda, oggetto quotidiano e intimo, si trasforma in misura del tempo, archivio corporeo e simbolo di metamorfosi, restituendo al tessile una dimensione potente e non edulcorata.
Workshop, yoga e performance tra arte e comunità
Le opere di Mariadela Araujo esplorano il confine tra tessitura, scultura e installazione: in Cuarzo, una scultura tessuta su telaio alto liscio (200 x 50 cm), lana, cotone, bioplastica e foglia d’oro costruiscono una superficie organica e stratificata, che rende evidente il tempo e la precisione necessari al lavoro manuale. L’attenzione al processo si ritrova anche nel programma pubblico che accompagna la mostra, pensato per rendere visibile il valore del fare attraverso workshop di upcycling tessile, live show crafting, sessioni di yoga, talk, aperitivi e dj set.
L’opening di sabato 7 marzo, dalle 18.00 alle 20.00, prevede aperitivo, dj set e una performance live di Martina Zena, che realizzerà una pittura su ceramica coinvolgendo il pubblico; l’opera entrerà poi a far parte dell’esposizione. Nel weekend sono previste sessioni di yoga con Francesca Fiore (su prenotazione sul sito Milano Certosa District) e il workshop I can make myself flowers, guidato da Pelo Rugs, dedicato al riuso creativo di filati d’avanzo e prenotabile tramite TA-DAAN. Domenica 8 marzo è in programma anche un talk moderato da Imen Jane con ospiti del mondo media e imprenditoriale, per approfondire il ruolo delle donne nell’innovazione creativa.
Fondata nel 2020 da un team di sole donne under 35, TA-DAAN è oggi una piattaforma di riferimento per l’artigianato contemporaneo in Europa, con un magazine digitale, un content e-commerce e una community di oltre 200.000 appassionati, in gran parte donne. Il Milano Certosa District, distretto in trasformazione nella zona nord-ovest di Milano, fa da cornice a questa edizione della mostra, confermando la propria vocazione a laboratorio urbano in cui sostenibilità, innovazione e benessere collettivo si intrecciano con una programmazione culturale continuativa.
Foto: Ufficio Stampa