Dal 2 all’8 marzo 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma propone una settimana intensa che intreccia suono, performance, cinema e riflessione critica. Una programmazione che si muove tra le mostre in corso e gli eventi live, confermando il museo di via Nizza come uno dei poli più dinamici della scena contemporanea romana.
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Giovedì 5 marzo: nuova playlist e UNAROMA LIVE
Giovedì 5 marzo si rinnova la sala audio nell’ambito della mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze. Dopo l’ascolto di Cosmic Pulses di Karlheinz Stockhausen, la programmazione sonora prosegue con una nuova playlist a cura di Lorenzo Senni, produttore e compositore tra le figure più interessanti della scena elettronica contemporanea. La selezione rileggere le line-up storiche del festival Dissonanze, riattualizzandone l’eredità nel presente e trasformando lo spazio espositivo in una vera controparte sonora della mostra.
La sera, il museo si anima con UNAROMA LIVE. Alle 19.00 in Sala Cinema LOCALES presenta “Sei venuto tra la nostra gente e la tua vita è sicura”, lecture e proiezione con l’artista palestinese Emily Jacir. L’incontro ripercorre oltre vent’anni di lavoro tra arte e spazio pubblico, con particolare attenzione al rapporto dell’artista con Roma e l’Italia. Fotografia, cinema, installazione e performance si intrecciano in una riflessione su memoria, migrazione, visibilità e collettività.
Alle 21.00 spazio alla performance con Silvia Calderoni e Ilenia Caleo, che presentano backroom 1, azione durational pensata per il museo. Il pubblico può entrare e uscire liberamente, costruendo una propria esperienza del tempo e dello spazio, in un ambiente che riflette su inquietudini, stati affettivi e atmosfere sospese.
Venerdì 6 e sabato 7 marzo: Cine-città
La rassegna Cine-città – dedicata al nuovo cinema romano – prosegue venerdì e sabato alle 19.00 con la proiezione de Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, tratto dal romanzo di Walter Siti. Un racconto corale sulle dinamiche di potere e desiderio nella periferia romana, tra marginalità e ambizioni sociali. I registi saranno presenti per incontrare il pubblico.
La rassegna, curata in collaborazione con il CSC-Cineteca Nazionale, proseguirà fino al 6 aprile con un focus sulla scena cinematografica della Capitale.
Sabato 7 marzo: UNAROMA OFF al Pigneto
Alle 18.00, nell’ambito di UNAROMA OFF, appuntamento allo Spazio In Situ (via Luchino dal Verme 173) con la mostra Sometimes I just like to hear myself talk. L’artist-run space, attivo dal 2016, propone una riflessione non antropocentrica sul sistema dell’arte, affidando simbolicamente la curatela a un gatto reale. Un progetto che conferma l’attenzione del MACRO verso le realtà indipendenti del territorio.
Domenica 8 marzo: cinema e memoria
Alle 11.00 torna Cine-città con la proiezione degli episodi 3 e 4 di Diario di un maestro (1973) di Vittorio De Seta, alla presenza di Damiano Garofalo. L’opera, realizzata per la Rai nei primi anni Settanta, racconta l’esperienza reale di un insegnante nella periferia romana, restituendo uno sguardo rigoroso e politico sull’educazione come strumento di emancipazione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Le mostre in corso
Proseguono fino al 6 aprile UNAROMA, a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella, che attraverso oltre 70 artiste e artisti racconta la città come un grande piano sequenza articolato in tre momenti – SET, LIVE e OFF – tra installazioni, interventi e azioni performative.
Fino al 22 marzo è visitabile One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze, dedicata al festival che tra 2000 e 2010 ha trasformato Roma in un laboratorio internazionale per musica elettronica e cultura digitale.
Sempre fino al 6 aprile, Jonathas de Andrade presenta Sorelle senza nome, nuova produzione video che ricostruisce la storia di una comunità di suore brasiliane trasferitesi a Roma negli anni Sessanta, tra spiritualità e impegno politico.
Chiude il percorso espositivo Abitare le rovine del presente, progetto che indaga pratiche spontanee di rigenerazione urbana e resilienza sociale, riflettendo su come Roma abbia saputo reinventarsi nel tempo.
Una settimana che conferma il MACRO come spazio ibrido, capace di intrecciare arti visive, suono, performance e cinema, mantenendo un dialogo costante con la città e le sue energie creative.