Al MAXXI una mostra racconta l’universo creativo di Franco Battiato, tra sperimentazione sonora, cinema e ricerca spirituale.
La notizia in breve. Al MAXXI è visitabile fino al 26 aprile 2026 la mostra Franco Battiato. Un’altra vita, un percorso che attraversa musica, pittura e cinema per restituire la complessità di uno degli artisti più influenti della cultura italiana contemporanea. Attraverso materiali inediti, documenti e installazioni immersive, l’esposizione ricostruisce l’evoluzione creativa di Franco Battiato, mettendo in dialogo avanguardia e pop, spiritualità e linguaggio di massa.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
La mostra Franco Battiato. Un’altra vita al MAXXI
Negli spazi dello Spazio Extra del MAXXI, fino al 26 aprile 2026, prende forma Franco Battiato. Un’altra vita. Una mostra che non si limita a raccontare una carriera, ma prova a restituire la complessità di un artista che ha attraversato musica, pittura, cinema e pensiero filosofico come territori comunicanti. A cinque anni dalla scomparsa, il percorso espositivo costruisce un ritratto stratificato, fatto di materiali inediti, documenti, immagini e suoni, che segue l’evoluzione di una ricerca sempre tesa oltre i confini disciplinari.
LEGGI ANCHE: ‘Bridgerton 4’, costumi da sogno per un’estetica Regency… fantasiosa
Cantautore, musicista, poeta, regista e intellettuale, Franco Battiato ha saputo muoversi dall’avanguardia al pop senza mai rinunciare alla profondità, trasformando la canzone italiana in uno spazio di dialogo tra filosofia, mistica e cultura contemporanea. La mostra ricostruisce questo percorso attraverso sette sezioni tematiche che ne attraversano le fasi principali: dagli esordi tra Sicilia e Milano negli anni Sessanta alle sperimentazioni elettroniche degli anni Settanta ispirate a Cage e Stockhausen, fino al successo di massa degli anni Ottanta con La voce del padrone, quando spiritualità e linguaggio popolare si incontrano senza semplificazioni.

Dalla sperimentazione al pop: un percorso creativo
Un’ampia parte del percorso è dedicata al periodo della ricerca interiore, segnato dall’interesse per il sufismo, per il pensiero di Gurdjieff e per le filosofie orientali, che confluisce nelle grandi opere colte come Genesi, Messa arcaica e Gilgamesh. Accanto a questo emerge la scelta di tornare a Milo, sull’Etna, come gesto esistenziale prima ancora che artistico: una vita appartata, fatta di studio, pittura e composizione, lontana dalle logiche della visibilità.
La mostra restituisce anche il profilo umano dell’artista, grazie alle parole di Grazia Cristina Battiato, presidente della Fondazione Franco Battiato e nipote dell’artista: «Quando parlo di mio zio mi commuovo sempre, perché per me è stato un faro, un porto sicuro. Per il mondo era un artista immenso, ma per me era una presenza dolce, ironica, capace di farmi sentire speciale anche nei momenti più semplici. Come artista era un ricercatore costante, un viaggiatore dello spirito, capace di passare dalla musica alla pittura, dal cinema alla scrittura come se i confini tra le arti non fossero limiti ma passaggi segreti».

Dal suono all’immagine: il cinema di Battiato
Il percorso si chiude con la sezione dedicata al cinema, da Perduto amor a Musikanten, fino ai documentari e alle colonne sonore: un vero e proprio cinema di Battiato, in cui il suono diventa immagine e la riflessione musicale si traduce in racconto visivo. Al centro della mostra, uno spazio ottagonale – eco simbolica dell’ottava musicale – accoglie il visitatore in un ambiente immersivo con sistema Dolby Atmos e proiezioni video, trasformando l’ascolto in esperienza fisica.
Accanto alla musica emerge anche il lato pittorico, meno noto ma centrale nella sua ricerca: una produzione silenziosa e contemplativa, fatta di fondi dorati, simboli e archetipi di ascendenza mediorientale, che dialoga con i temi della spiritualità e della trasformazione.

Un artista tra cultura alta e linguaggio popolare
Secondo Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, Battiato rappresenta una figura «comune e non comune» allo stesso tempo: capace di parlare al grande pubblico senza rinunciare alla complessità, e di fondere linguaggi diversi superando la distinzione tra colto e popolare. Una visione che ha contribuito in modo decisivo alla modernizzazione della creatività italiana tra Novecento e XXI secolo.
Franco Battiato. Un’altra vita diventa così un racconto sulla possibilità di un’arte intesa non solo come produzione estetica, ma come strumento di conoscenza e trasformazione. Non una celebrazione nostalgica, ma un invito a rileggere il suo lavoro come una mappa ancora attiva: un percorso che attraversa bellezza, ricerca di senso e tensione verso l’assoluto, restituendo l’immagine di un artista che ha sempre cercato qualcosa oltre.
Foto: Cosimo Trimboli