Sulla base di un’incessante ricerca esistenziale, Alexandros Yiorkadjis scava negli anfratti più riposti della condizione umana indagando se stesso attraverso la scultura.

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Dal cuore di Venezia, precisamente nel contesto esclusivo del Padiglione della Repubblica del Camerun, emergono le sculture di Alexandros Yiorkadjis, un artista cipriota che cattura l’attenzione internazionale. Tornato alla Biennale di Venezia dopo il riconoscimento ottenuto nel 2011, Yiorkadjis presenta CENTEREDNESS, un’opera che esplora la natura multidimensionale dell’essere umano.

La 60° Esposizione Internazionale d’Arte, diretta quest’anno da Adriano Pedrosa, offre una platea mondiale dal 17 al 19 aprile in anteprima per gli addetti ai lavori, e dal 20 aprile al 24 novembre 2024 sarà aperta al grande pubblico. Il tema di quest’anno, “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere“, risuona attraverso i corridoi del giardino monumentale della Fondazione Donà dalle Rose, dove Yiorkadjis è stato selezionato come Guest Artist.

Matteo Pacini, curatore dell’opera:
Sulla base di un’incessante ricerca esistenziale, Alexandros Yiorkadjis scava negli anfratti più riposti della condizione umana indagando se stesso attraverso la scultura. Il corpo è il suo strumento conoscitivo privilegiato per un’investigazione di cui ogni opera è un resoconto. Avvalendosi della tecnica del calco, Yiorkadjis trattiene l’emozione per fissarne l’aspetto e dare forma all’inconsistenza dell’essere, colto nella molteplicità delle sue manifestazioni. Aspira all’allineamento di materia, emotività, razionalità e spirito come diversi livelli della densità multisensoriale umana, offrendo un promemoria per la ricerca del proprio centro, per riconoscere ciò che è vero ed espanderlo.

Il giardino di Dafne del Palazzo Donà dalle Rose a Fondamente Nove è il luogo scelto per l’esposizione di “CENTEREDNESS”. Quest’opera, al termine della mostra, verrà donata alla Fondazione per diventare parte del progetto di museo a cielo aperto del piccolo Pevero in Costa Smeralda, che celebra la creazione di Porto Rotondo negli anni ’60.

Matteo Pacini, curatore dell’opera, accompagna Yiorkadjis in una residenza artistica nell’autunno del 2024, parte del programma “eventi” della Fondazione. L’opera, che riflette temi di spiritualità e identità, sarà anche inclusa nella Biennale di Arte Contemporanea Spirituale, BIAS, diretta da Chiara Modica Donà dalle Rose, e farà parte dell’edizione 2025 intitolata “Isola d’arte”, che si svolgerà tra diverse isole del Mediterraneo e oltre.

Questa presentazione di Yiorkadjis non solo evidenzia la sua evoluzione artistica ma riafferma il suo status come uno dei talenti scultorei più significativi emersi dalle accademie italiane. La sua opera invita gli spettatori a una riflessione profonda sulla loro esistenza e sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, facendo eco al tema di quest’anno della Biennale, che ci vede tutti come “Stranieri Ovunque”.