Fino al 24 maggio lo Spazio Espanso di Palazzo Capizucchi propone la mostra collettiva ‘Artificialis’: l’intervista a Silvia Scaringella.

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Presso lo Spazio Espanso di Palazzo Capizucchi è in corso, fino al prossimo 24 maggio, la mostra collettiva Artificialis. L’esposizione propone opere di EPVS, Bankeri, Veronica Montanino, Innocenzo Odescalchi, Silvia Scaringella che mettono a confronto ambiente naturale e artificiale. Ne nasce, così, un dialogo inedito che trasforma l’ex biblioteca romana in una grande ‘Wunderkammer’. La fantasia rilegge, infatti, lo spazio costruendo un dialogo su cui riflettere per indagare il rapporto tra arte, tecnica e artificio.

Ogni artista espone due opere realizzate specificatamente per Artificialis con le quali interpreta il tema approcciandolo secondo una visione personalissima. “Per questa mostra mi è stato chiesto di elaborare e riflettere sul concetto di artificialità”, spiega Scaringella. “Ho pensato che l’uomo è un essere metamorfico e si adegua, ovvero cambia attraverso la sua capacità di progettare artifici. Per questo, parto dall’albero – il posto da cui veniamo – dopodiché diventiamo da cacciati a cacciatori grazie all’invenzione della lancia, quindi a un artificio”.

Scaringella
Foto da Ufficio Stampa

Attraverso l’evoluzione, quindi, nasce “il bisogno di ricucire i progetti architettonici, che in questo caso sono simbolici e rappresentano la progettazione dell’artificio”, prosegue l’artista. Secondo Scaringella, infatti, nel tempo si realizza una dissociazione “dal principio di naturalità da cui siamo partiti in origine [che genera] il bisogno un po’ di ricucire i due lembi che si stanno strappando per abbondanza di artificialità”.

Una ricerca di unione, dunque, per la quale l’artista si fa “portavoce di quel bisogno di ricucitura fra l’artificio e la natura. E da lì nasce la mia speranza che lo spirito dell’uomo e la natura, che ci stiamo appunto dimenticando, siano capaci sempre di rigermogliare anche nei terreni impervi che l’uomo stesso ha creato”.

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L’artista

Silvia Scaringella, vive tra Roma e Carrara, dove ha il suo studio

Mostre passate:
2024: Scultura pubblica, fondazione Fiumara D’arte Antonio Presti, Catania
2023: Parcours, Dakar, Senegal
2022: Murales scultoreo pubblico in collaborazione con Zedone street artist, Carrara
2021: Senza titolo, Museo di arte contemporanea di Palermo, Riso, Palermo
2021: Scultura, Circolo Ministero Affari Esteri, Roma
2020: Scultura, Tsigtao, Cina
2019: Scultura, Aeroporto di Roma Fiumicino / Aereoporto di Ciampino | WIP – mudaC museo d’arte contemporanea Carrara

Intervista a cura di Marco Del Bene / Immagini da Ufficio Stampa