‘Tuesday Club’, Annika Appelin: «Il cibo come metafora: ti apre il cuore e la mente»

La regista Annika Appelin ci racconta 'Tuesday Club' e la necessità di raccontare le sensazioni delle donne «mature e invisibili».
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Da giovedì 22 settembre è nelle sale italiane Tuesday Club – Il talismano della felicità, la commedia di Annika Appelin apertamente dedicato al secondo tempo della nostra vita. Karen (Marie Richardson), la protagonista, è infatti una donna di mezza età che conduce una vita esemplare, con una famiglia felice e una bella casa. Quando però, alla festa del suo 40° anniversario di matrimonio, scopre che il marito Sten (Björn Kjellman) la tradisce, tutto cambia. Con l’aiuto delle amiche, inizia a seguire un corso di cucina orientale creativa tenuto dal famoso chef Henrick Moliner (Peter Storemare).

«Sono una femminista e una narratrice. – ci dice subito Annika Appelin – Volevo fare un film che piacesse anche a me. Quando avevo tra i 35 e i 40 anni, ho iniziato a chiedermi come sarei stata a 60 anni. Avrò i capelli grigi? Ovviamente sì. Eppure non ho mai visto un film svedese con attrici mature. Volevo vedere un film con donne mature protagoniste, capire cosa provano. In realtà è un film su di me».

Tuesday Club

Tuesady Club, attraverso la commedia, pone in effetti l’accento su questioni sociali molto profonde. Dal ruolo della donna in società alla visione generale di cosa ci si aspetti da loro dopo i 40 anni.

«Molte donne si fanno queste domande. Volevo rispondere, perché vedo che sono domande che si pongono tutti. – dice Annika – Il più delle volte, le donne si prendono grandi responsabilità a casa. Oggi c’è anche il lavoro eppure è cambiato poco. E non pensano al futuro finché non è inevitabile. Ho sempre lavorato lontano da casa e ho due figlie. Ho visto il film con loro e, osservandole, ho visto che ridevano e piangevano. Alla fine mi hanno abbracciato. Hanno capito».

Annika Appelin: il confronto generazionale tra donne

Proprio a proposito di madri e figlie, chiediamo a Annika un’opinione sul personaggio di Fredrika, figlia di Karen. 40 anni e una passione smodata per i cavalli, Fredrika si scontra e confronta con la madre. In un leggero ma estremamente interessante confronto generazionale.

«Per me era fondamentale che Fredrika non volesse avere figli. – ci risponde la regista – Era molto importante per me che non fosse il suo obiettivo. Lei vuole avere qualcuno accanto, ma i cavalli saranno sempre più importanti per lei».

Tuesday Club

Tuesday Club e la metafora del cibo

«Il cibo per me è fondamentale. Fa riunire le famiglie, ti rende felice. Sono interessata al cibo. All’inizio doveva esserci il cibo italiano, il mio preferito. Poi ho pensato che il cibo panasiatico fosse più difficile da fare, perché non siamo abituati a prepararlo a casa. Per Karen era una sfida, una metafora. Il cibo le ha aperto il cuore e la mente».

Con queste parole, Annika Appelin ci descrive l’altro protagonista di Tuesday Club: il cibo. Elemento essenziale per la trama, ma soprattutto simbolo di trasformazione. Almeno in questo caso.

«Era importante per me che gli attori mangiassero veramente. – racconta Annika – Ho detto al cast Dovete mangiare e masticare mentre dite le battute. Odio i film in cui mangiano con piccoli morsi, perché mostrare le donne che mangiano voracemente non è esteticamente bello. All’inizio gli attori erano felici, ma dopo qualche scena non ce la facevano più. Erano sazi, ma sono stati bravi. Abbiamo riso tantissimo».

Tuesday Club: il lieto fine e la colonna sonora

Tuesday Club è, in fondo, una commedia positiva che porta tuttavia a riflettere su questioni non trascurabili al giorno d’oggi. Il finale – estremamente sereno – anche per questo è voluto.

«In tanti volevano che il film finisse con il bacio tra i due protagonisti. – dice Annika – Ma mi sono opposta perché non è l’argomento del film. Il film è sull’amicizia. Volevo quindi che la scena finale fosse con le tre amiche. A parte questo, c’è un lieto fine per tutti che mi piace molto. Senza odio o rancore. Perché no? Di questi tempi amo vedere i film con un lieto fine. Nella vita reale non è semplice, ma volevo mandare un messaggio positivo. Volevo mostrare che la vita non finisce e che non è mai troppo tardi».

Tuesday Club

Un’ultima domanda a Annika la facciamo sulle musiche del film. E, in particolare, sul brano Ain’t No Mountain High Enough.

«È la canzone d’amore mia e di mio marito, purtroppo scomparso sei anni fa. Era la nostra canzone d’amore. Volevo fargli un tributo. Abbiamo anche i Roxette però nel film. C’è She’s got the look e siamo felici di averla potuta usare. I ragazzi che la suonano sono una famosa band folk in Svezia. Hanno un grande pubblico e abbiamo pensato che fossero perfetti per raggiungere le persone che di solito non vanno al cinema».

«In Svezia il cinema sta andando a picco. – conclude poi la regista – Per il Covid e perché tutti vedono la tv a casa. Ma vedere un film insieme è una grande esperienza. Puoi sentire la gente ridere ed è una sensazione che amo. Credo che sia il modo migliore per vedere un film. Anche se costa tanto andare al cinema, ti regala qualcosa in più. Anche per questo è importante fare film che la gente ha voglia di vedere».