Mydrama e ‘L’una di notte’: «Torno alle origini»

Mydrama torna con nuova musica e ci racconta il singolo 'L'una di notte', che definisce un «ritorno alle origini».
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Era da un po’ che Mydrama non ci faceva ascoltare nuova musica, ma il 2022 inizia decisamente sotto una buona stella. Il singolo L’una di notte (Columbia Records/Sony Music Italy) è uscito l’11 marzo e l’artista ci assicura che è solo un primo passo.

«Il brano nasce da una mia necessità di tornare alle origini. – ci dice – Volevo far sentire quella sensibilità che mi ha sempre un po’ descritto. Son sempre stata veritiera, autentica. Non sto dicendo che sono andata su una strada diversa, perché sono sempre me stessa. Però sicuramente c’è stata una crescita dal 2021, che mi ha fatto capire i miei limiti e anche su cosa ho acquisito più sicurezza, più forza».

L’una di notte racconta – secondo Mydrama – «la sofferenza e il dolore», elementi che possono «aiutare a crescere». «Ho una maturità diversa rispetto al 2021. – aggiunge poi Alessandra – Son stata ferma per otto mesi, ma ho capito che in questi brevi periodi si cambia e si acquisiscono tante cose. E io le ho messe tutte in questa canzone».

Mydrama

Di fatto, dopo X Factor nel 2020, Mydrama ci aveva abituato a una serie di featuring (tra questi Dani Faiv, Federica Carta, Vhelade), sperimentando un po’ alla ricerca della propria strada.

«Ho capito – dice – che la musica è sperimentazione. Raccontare le fragilità rappresenta me e il mio pubblico. Piano piano le persone entrano nel mio mondo e condividono».

Scritto insieme a Davide Simonetta e Lelegraph, L’una di notte nasce dunque anche da uno «scambio di idee».

«Ho tanti brani in porto e di conseguenza devo scegliere. – ci dice ancora Mydrama – A volte sono un po’ più ferma, ma in questo periodo ho scritto tantissimo. Non perché stia vivendo qualcosa di negativo. Anzi. C’è questo contrasto che mi piace molto: se oggi mi chiedete come sto vi rispondo che sto bene. Mischio il positivo e il negativo. E credo che manterrò questa linea. Punterò tutto sull’emotional».

Foto: Byron Rosero