Louis Siciliano, il MUMEx Trio e ‘Folds of Time’: «Il musicista è un medico dell’anima»

Un viaggio lungo anni ha portato Louis Siciliano al MUMEx Trio e all'album 'Folds of Time'. Ce lo siamo fatti raccontare.
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Si intitola Folds of Time il primo video-album del MUMEx Trio, in uscita il 2 febbraio per Musica Presente Records, etichetta diretta dal celebre Renzo Cresti. Un progetto che Louis Siciliano (al pianoforte) ha definito un vero e proprio Ulisse della musica e che ha realizzato insieme a Roberto Bellatalla e Mauro Salvatore, due eccellenze assolute del jazz, rispettivamente al contrabbasso e alle percussioni.

«Questo è un progetto di musica assoluta, non è una canzone. – ci dice subito Louis Siciliano – È un po’ più difficile da captare e arrivare alle persone e al pubblico per me è una gioia. Lo considero il mio primo vero album, anche se lo dico ogni volta».

Folds of Time è, di fatto, un viaggio sperimentale per un caleidoscopio di influenze e sonorità, pensando a John Coltrane e a quella musica che regola l’universo.

MUMEx Trio

«In realtà è un processo che parte da lontanissimo. – ci racconta il compositore – Sono cresciuto in un piccolo paesino. Andavo all’oratorio e c’era una stanza col pianoforte di proprietà del parroco dell’epoca, che era un musicista e aveva addirittura collaborato con Baglioni. Mi intrufolai in questa stanzetta e iniziai a fare il mio viaggio con questo strumento. Un giorno il parroco mi beccò, mi prese per l’orecchio, mi diede un calcio e mi cacciò. Da quel momento non ho più voluto avere un rapporto alla luce del sole col pianoforte».

Anche per questo Folds of Time è un viaggio lungo 43 anni, intenso, travagliato e profondamente interiore.

«Qualcosa è cambiato quando ho scoperto il corpo. Non possiamo essere solo essenza. E lì è iniziata la mia fame bulimica di strumenti. Ho imparato ovunque a suonare qualsiasi cosa. E il pianoforte l’ho sempre coltivato in segreto. Durante il Covid, però, suonavo insieme a Roberto nelle pause tra un lockdown e l’altro. Un giorno mi ha detto di mettermi al pianoforte. Poi Giovanni Imparato mi ha dato il colpo di grazia. Mi sono messo al piano e abbiamo suonato due o tre ore».

E lì è sembrato di suonare «insieme da sempre». Così nasce il MUMEx Trio.

«Dopo anni di studio, di indagini e ricerca, finalmente sono partito per il mio viaggio. E spero di condividerlo con voi. La musica è terapia, e il musicista è un medico dell’anima a prescindere dal genere».