Le Vibrazioni tornano a Sanremo con il brano ‘Tantissimo’. La band ci racconta cosa rappresenta questo Festival (soprattutto per il rock).

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Le Vibrazioni tornano per la quarta volta al Festival di Sanremo con il brano Tantissimo. Un ritorno che i componenti della band definiscono «non meno emozionante».

«Quel palco è sempre carico di emozione. – dice Alessandro – Non so come sia stato l’anno scorso a teatro vuoto, perché gli spettatori emozionano. Sanremo è l’unica manifestazione musicale positiva, ha fattori importanti per la musica stessa. È giusto farsi emozionare da quel palco. Vedere un cantante visibilmente emozionato dà più umanità».

La band assicura che, dopo il Festival, uscirà anche un nuovo lavoro discografico.

«Ad aprile esce un EP. – chiarisce Francesco Sarcina – Il problema è che, in questi ultimi anni, c’è stato un cambiamento violento nella fruizione e nella vendita degli album. Tutto è molto liquido, quindi se fai un album lo fai per te stesso. Con la pandemia poi è tutto cambiato nuovamente. Secondo me fare un EP è una buona idea. Meglio dare importanza a ogni canzone. Sono come figli».

Le Vibrazioni, il rock e la presenza di Vessicchio

Le Vibrazioni

Scongiurata la possibile assenza di Peppe Vessicchio (guarito dal Covid e quindi presente insieme alla band all’Ariston), la band anticipa anche che sul palco potrebbero riservare qualche sorpresa.

«Le sorprese ci servono per portare un messaggio importante. – dice Sarcina – Nella serata delle cover abbiamo scelto di cantare Live and Let Die insieme a Sophie Scott di Sophie and The Giants. Sophie fa parte della new generation. La musica quando è fatta bene arriva. La cosa che mi dà più fastidio a volte è l’ostentazione, soprattutto in un momento delicato come questo. Stiamo parlando di abusi economici ai danni degli italiani e noi abbiamo responsabilità di portare messaggi e di alleviare. L’ostentazione di ricchezza, che spesso è finta, mi innervosisce. Sophie fa parte di questo mondo fresco, ma è una vera artista».

E sul rock sdoganato dai Måneskin, Francesco preferisce non parlare di «responsabilità».

«Ne parliamo solo perché c’è stato il fenomeno di una band che ha vinto Sanremo e che fa rock. Ma sembra che non si sia mai fatto rock. Diciamo Che figata. Ma non sentiamo questa responsabilità».

Infine, su Tantissimo, Le Vibrazioni chiosano.

«Due anni chiusi in casa hanno creato grosse lacune e hanno lasciato il segno. – commentano – Tantissimo ne parla in maniera più o meno velata. Fa male affrontare e prendere di petto la sofferenza e le abitudini, perché tornano. E se tornano lo fanno in maniera peggiore di prima. Fa male staccarsi dalle abitudini, perché purtroppo a volte ci fanno sentire in una comfort zone, mentre altre volte sono deleterie. Abbiamo fatto la nostra personale riflessione, molti si ritroveranno».

Foto: Roberto Patella

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