Achille Lauro: «Divisivo, ma sempre con la stessa anima»

Achille Lauro racconta 'Domenica', il brano che porterà a Sanremo, e tutto ciò che lo attende nel 2022 tra live e metaverso.
- - Ultimo aggiornamento
loading

Per Achille Lauro il Festival di Sanremo è più di una competizione canora. Del resto, Lauro arriva alla kermesse per il quarto anno di fila (ed è record) con il brano Domenica, dopo aver partecipato con Rolls Royce e Me ne frego e un’edizione da (divisivo) super ospite. Lo sguardo di Achille Lauro è però già altrove: è proiettato verso l’11 febbraio, data di uscita di Lauro – Achille Idol Superstar che conterrà sette nuove bonus track. Una chiusura – per l’artista – del percorso iniziato con 1969. E poi il 2022 sarà l’anno del progetto Roblox, che porterà la musica di Achille Lauro nel metaverso, e del tour (l’Achille Lauro Superstar – Electric Orchestra) con 52 elementi che si aggiungono ai cinque componenti della band. Insomma, la visione di Achille Lauro è ampia. E, in questo senso, Sanremo è una parentesi. Uno show nello show.

«Non vivo la competizione. – dice infatti Achille Lauro – Per me Sanremo è come una serata a parte. Se avessi voluto essere competitivo, avrei portato 16 marzo. Avrei cercato di essere meno divisivo possibile. Ne abbiamo parlato, ma poi finisco sempre per voler essere divisivo. Per me la musica è qualcosa di più. Chi conosce la mia carriera sa che ho fatto tanti brani e che ci sono tante sfumature di me in giro, dalle più intime alle più rock’n’roll. Magari tra qualche anno cambierò idea».

Achille Lauro Sanremo

Proprio a proposito del suo excursus al Festival, Achille Lauro parla di Sanremo «come una vetrina in cui proporre il nostro progetto, insieme agli altri progetti dell’anno». Rolls Royce – il debutto all’Ariston – «mi ha dato la lucidità e la visione di proporre l’anno successivo Me ne frego. È stato un po’ come riuscire a mettere in scena il mio mondo a 360 gradi. Per me la musica ormai si ascolta, si guarda, si percepisce. È un mondo che trova spazio ovunque».

Achille Lauro ricorda quindi che Me ne frego (bocciata dai giornalisti, sottolinea) «è stata una delle cose più dirompenti della musica italiana».

«È stato un brano divisivo. – aggiunge – E credo sia la nostra forza. Noi andiamo a Sanremo per portare qualcosa di diverso, che gli altri non fanno. Potevamo andare con una ballad o con C’est la vie, ma credo che Sanremo sia un altro mondo. Alla fine, è un live».

E arriviamo a Domenica. Una canzone «popolare», dice Lauro.

«Per me Domenica è essere libero. Si sceglie, ci si diverte, si scopa. La mia musica è una cosa che va oltre la canzone. Sono contento per l’Harlem Gospel Choir, che è impegnato in una tournée mondiale. Purtroppo con la distanza e con i problemi legati al Covid, non ho potuto integrare ancora la loro presenza nel brano. Ma spero di riuscire una volta in Italia a fare un’edizione speciale».

È innegabile, comunque, che Domenica e Lauro – Achille Idol Superstar chiudano un percorso.

«Siamo arrivati a Sanremo con Rolls Royce, un pezzo ultra-punk. – precisa – Era una proposta diversa da ciò che facevo, e anche da ciò che proponeva la new wave. Domenica, invece, ha un contrasto tra testo e sound. Ma anche tra ciò che ascolti alla radio e ciò che ascolti dal vivo. Credo ci sia una forte connessione con Rolls Royce e una forte identità. C’è sicuramente un cambio di sound e la voglia di sperimentare. Ma l’anima rimane la stessa e questa per me è una grande forza. Ci porterà avanti nel tempo».

Sanremo, la cover di Achille Lauro

Nella serata delle cover del 4 febbraio Achille Lauro eseguirà Sei bellissima con la stessa autrice e interprete del brano originale, Loredana Bertè.

«Sei bellissima ha uno dei ritornelli pop della musica italiana e strofe struggenti, quasi teatrali, che raccontano questa dipendenza amorosa. – dice Lauro – Non l’ho assolutamente scelta a caso. La trovo incredibilmente profonda, emozionale e con un concetto dietro che oggi è attuale e da portare sul palco».

L’album Lauro – Achille Idol Superstar

Achille Lauro Superstar Cover

Ma torniamo al percorso artistico di Achille Lauro e all’album – fuori l’11 febbraio – che chiuderà un cerchio iniziato con 1969.

«Abbiamo ridato vita a 1969, completandolo. Stiamo facendo lo stesso con l’album Lauro. Ho chiuso brani rimasti a metà. Fiori Rosa è un brano molto identificativo, perché è una ballad molto tenera. Foxy getta le basi per il futuro, mentre Sexy Boy è un brano potenzialmente blues. Rolling Stones, direi, è glam rock. Abbiamo concluso il cerchio dell’album Lauro».

«Per me – continua poi l’artista – è un momento incredibile. Sono sempre alla ricerca di suoni nuovi, lavoro a progetti innovativi e paralleli. Vengo da cinque mesi di isolamento su un’isola, perché volevo prendermi un po’ di tempo per godermi la vita. Ho lavorato tanto e ho la musica che ci accompagnerà con i prossimi anni. In fondo, siamo artigiani della musica».

Il tour

E infine, i live.

«Sono contento di aprire il terzo Palazzetto a Roma e sorpreso di aprire l’Ippodromo a Milano. Roma è la mia culla, ma Milano mi ha adottato. Ho sempre sognato, da quando andavo a fare le date nei garage, di arrivare a questi livelli. Di arrivare ad avere una grande squadra e fare le cose in alto. Non sarà un semplice tour. Sarà un tour rock’n’roll, un crossover con un musical. Sarà uno spettacolo unico e diverso per il panorama italiano».

Foto: LEANDRO MANUEL EMEDE