‘Magari Vivi’, l’inno alla sfiga di Romina Falconi: «Perché la fortuna mi vede solo come un’amica»

Dall'inno alla vita all'inno alla sifga: Romina Falconi ci racconta il nuovo singolo 'Magari Vivi'. E perché le aspettative sono nocive.
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Nell’estate 2019 l’anti-tormentone estivo di Romina Falconi – in collaborazione con Taffo Funeral Services – si intitolava Magari Muori. Un inno alla vita, condito con cinismo e ironia, che quest’anno trova il suo sequel in Magari Vivi. Un inno celestiale alla sfiga. Uscito per Freak&Chic e scritto insieme a Roberto Casalino («Sua Casalinità» dice Romina), Magari Vivi è una risposta diretta all’Andrà tutto bene inflazionatissimo in questi mesi. Ma quanto è difficile parlare di sfiga?

«Parlare di sfiga è molto peggio che parlare di morte. Te lo assicuro. – ci dice subito Romina Falconi – Sulla morte si fanno un sacco di battute, ma sulla sfiga non è facile. Me ne sono resa conto mentre scrivevo la canzone. Prima di scriverla mi ero detta Che ce vole?. Mentre la scrivevo però pensavo Chi me l’ha fatto fare».

«È stato un periodino niente male. Anche nelle peggiori previsioni, non ci saremmo mai aspettati ciò che è accaduto. Dopo la pandemia mi sono detta di fare un inno a quelli senza culo. A noi, che siamo visti dalla fortuna solo come degli amici e non ci si fila di pezzo».

Del resto, l’esperienza di Magari Muori un po’ Romina l’ha formata. «Era destinata ai social con Taffo. – spiega – Pensavamo di fare due giorni di martellamento social, e invece la canzone che parla di morte è il mio successo più grande». Non aspettarsi nulla è quindi il mantra perfetto cantato in Magari Vivi. Perché la vita – nel bene e nel male – ci sa sempre sorprendere.

«Meglio non aspettarsi nulla dalla vita. – riflette Romina – Siamo stati riempiti di Andrà tutto bene. Mi fa piacere per chi è convinto di questa cosa, ma c’è un vecchio detto che dice Continua a pregare ma copriti bene. L’ottimismo m’aveva un po’ stufato».

«Lo scopo era andare in controtendenza. Non per fare il bastian contrario. Mi sto accorgendo ad esempio che vanno molto i life coach. È come se facessero leva sulle aspettative e sulla pigrizia di alcune persone. Io credo invece che dobbiamo darci da fare e che il fattore C faccia tanto. Mi fa paura la gente che si auto-convince che volere è potere».

Romina Falconi

Romina Falconi, Magari Vivi e la filosofia del Mai na Gioia

Volere non è potere, di fatto. E Romina ne è ormai più che consapevole. Il suo Mai na Gioia però è diventato un mantra, vessato da ironia e da una buona dose di leggerezza.

«Il mio percorso artistico è un percorso a ostacoli. – dice – Ma oggi ho la consapevolezza di poter parlare di sfiga. Chi se ne frega se sono povera. La bellezza è anche il viaggio. Questo è un lavoro difficile, ma campo facendo una cosa che mi piace. Dovremmo però tutti cercare di insistere sui nostri traguardi. La figata di questo periodo, se si può dire, è che possiamo riscriverci. Le rivoluzioni nascono sempre in fondo da periodi di fallimenti».

Si torna live, innanzi tutto («Si torna ad avere più spazi musicali, sono felicissima» commenta la cantautrice) e, tra i vari appuntamenti, Romina si conferma madrina del Pride. Tra cui il Sardegna Pride di Cagliari il 10 luglio, durante il quale ha presentato dal vivo proprio il nuovo singolo.

«Sono onorata e non so se sono degna quando mi chiamano icona. – ci dice in proposito – Non so se sono in grado, spero sempre di dire la cosa giusta perché rappresento una minoranza. E ci sono ancora tantissime cose da pretendere. Noi sto mondo lo dobbiamo lasciare meglio di come lo abbiamo trovato. C’è ancora gente che viene menata perché si bacia per strada con una persona dello stesso sesso. Ma stiamo veramente al Paleolitico! Non va bene. Bisogna tutelare la società. La società è felice quando tutti hanno gli stessi privilegi. La gente non deve sentirsi esclusa. Quando vado ai Pride mi sento a casa. Tutti sono per il vivi e lascia vivere».

Magari Vivi e il lavoro di squadra

Magari Vivi

Non solo Roberto Casalino. In Magari Vivi c’è la produzione di Marco Zangirolami, l’intro parlato di Renzo De Falco, i contributi dei fotografi.

«Ho contattato Riccardo Pirrone, il social media manager di Taffo. – racconta Romina Falconi – Volevo la loro benedizione, anche se il brano era fuori tema. Ho poi contattato Roberto Casalino. Sa che non abbiamo regole e gli piace l’unione dei nostri mondi. E poi abbiamo deciso con Marco Zangirolami di farla merengue».

Il video è stato invece girato da Luca Boni e uscirà a breve.

«È la bellezza di sposare persone più pazze di te. Tutte le persone intorno a me ormai si aspettano solo follie e rincarano la dose. Diventa un lavoro corale».

«A me la frustrazione ha regalato tanto. – conclude poi Romina – Negli anni, quando vedevo la gente più famosa di me avere il peso delle responsabilità addosso, ho imparato che non viene mai niente di figo quando non hai libertà. Con la creatività più ti fai contaminare e meno rischi di cadere con il sedere per terra».

«In alcuni momenti della vita dobbiamo solo provare a vederla in modo diverso. Mia nonna Agata mi diceva sempre Se un domani la cacca sarà oro noi siamo capaci di nascere senza culo. Per questo la canzone mi fa pensare sempre a lei. È bello essere diversi ed è bello trovare chi ti accoglie bene perché la pensa come te. Magari Vivi anche per questo è dedicata a mia nonna, la filosofa di famiglia».