Acquari, il nuovo progetto musicale di Gabriele Lopez: «Musica che mi rende libero»

Si intitola 'Omogeneizzato' il nuovo singolo di Acquari, il nuovo progetto musicale di Gabriele Lopez. La nostra intervista.
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Venerdì 23 Aprile è uscito Omogeneizzato, il nuovo singolo di Acquari, nuovo progetto musicale di Gabriele Lopez, cantautore, attore e una delle voci più celebri e rappresentative del doppiaggio italiano. Il brano in uscita per Maionese Project by Matilde Dischi su distribuzione Artist First segue alla pubblicazione dei precedenti brani Plastica, Tu non ci sei, Song 1 4.00 di Mattina.

«È un brano nato durante la pandemia. – ci racconta Gabriele – Abbiamo iniziato il progetto poco tempo prima del primo lockdown. Il primo singolo uscì proprio all’inizio della quarantena. Omogeneizzato è un brano ispirato dalla pandemia, ma ho cercato di trasferirci un po’ di ironia e le sensazioni che sto vivendo».

«Comunicare con empatia è fondamentale. Mi sono immaginato la vita fatta a pezzi e la fuga in un mondo distopico che ha ispirato anche il videoclip, ambientato in un videogioco. Quello che può essere recepito è che la fuga non ti salva. Il genere umano deve essere coeso per cercare una nuova linfa per uscire non solo dalla pandemia, ma dalla distruzione del pianeta. Ritrovare una coesione e un’armonia globale è forse la soluzione».

Gabriele Lopez, la musica e il doppiaggio

Acquari è un progetto che vede la luce grazie all’unione dell’artista Gabriele Lopez (che è allo stesso tempo autore e frontman) e del produttore Francesco Arpino, entrambi nati sotto il segno dell’acquario. L’obiettivo è quello di dare alla musica un linguaggio estremamente facile, che possa essere capito da chiunque, ma che abbia di fondo sempre un messaggio dalla forte valenza sociale.

«Vengo da un passato da fruitore di musica rock anni ’90 che mi è rimasto dentro in qualche modo. – ci dice Gabriele – Sono passato dalla chitarra elettrica a quella acustica e da un impatto molto forte ad uno molto riflessivo. Ho fatto in passato album molto rock. Poi con The Niro un lavoro in sottrazione e anche quel passaggio mi ha fatto crescere. Ho spaziato molto. Le collaborazioni ti danno molte prospettive, il processo creativo è personale ma la cooperazione con le persone ovviamente quelle giuste crea qualcosa di più bello e impattante. Con Acquari mi volevo sentire libero e staccato dall’idea di me stesso. Ne ho trovato giovamento».

E sul doppiaggio, Gabriele ci conferma che la musica e la recitazione sono – alla fine – vasi comunicanti. Oggi più che mai.

«Ormai il doppiatore si occupa sia della recitazione che la parte cantata. – conclude – Quando reciti sei qualcun altro, quando suoni ti metti un po’ più a nudo».