Junior V: «’Sconosciuti che conoscono l’amore’ è probabilmente il mio lavoro più maturo»

Il cantautore pugliese parla della genesi del suo nuovo album e dei progetti futuri.
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Junior V: «’Sconosciuti che conoscono l’amore’ è probabilmente il mio lavoro più maturo»

Sconosciuti che conoscono l’amore, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in cd (Django Dischi/Audioglobe), è il terzo e nuovo album di Junior V, probabilmente, come dice lui stesso, il più maturo del suo pur interessante percorso artistico.

Penso che la crescita artistica sia frutto della crescita umana. Sono due aspetti che vanno a braccetto. Sicuramente sento questo album molto più maturo rispetto alle canzoni precedenti. Ho speso circa due anni per cercare un sound che riuscisse a dare l’input alla mia rinascita.

Affascinato inizialmente dai ritmi reggae Junior V ha cominciato a  scrivere i testi delle sue canzoni principalmente in inglese.

La scelta di scrivere e cantare nella mia lingua è data dalla voglia di essere sinceri e credibili con la propria musica. Ho sempre cantato in inglese perché, durante il periodo adolescenziale, mi è capitato tante volte di andare negli USA a trovare i miei parenti. Quindi ho iniziato a parlare in inglese da piccolissimo ed, automaticamente, mi risultava facile scrivere canzoni in inglese. Successivamente ho avvertito la necessità di scrivere nella mia lingua per sentirmi vero, raccontando quello che vivevo senza filtri.

Spesso è la musica che funziona da traino per testi che si inseriscono perfettamente nei vari contesti sonori.

Scrivo sempre musica e testo insieme, ma prima vengo rapito da un giro di accordi o da una melodia che mi ispira. Capita molto spesso che mi faccia influenzare dalle linee musicali mentre scrivo i miei testi.

Pur con riferimenti alla canzone d’autore italiana, il nuovo album di Junior V è caratterizzato da elementi che lo rendono vicino ad un sound dream folk, decisamente più internazionale. Non a caso della masterizzazione  si è occupato  il sound engineer Christian Wright (Ed Sheeran, Franz Ferdinand, Blur, Radiohead) presso i leggendari Abbey Road Studios di Londra.

Le mie influenze italiane sono: Francesco De Gregori e Niccolò Fabi. Però in questo disco sono stato ispirato da un sound internazionale che mi ha affascinato per l’uso delle chitarre negli arrangiamenti ovvero la scena Indie Folk/Rock australiana: Ziggy Alberts, Kim Churchill, Sticky Fingers, Alexander Biggs etc… Inoltre c’è la nuova scena rock inglese che è stata una piacevole scoperta: Catfish and the Bottlemen, Sam Fender, Blossoms, CircaWaves etc…

Ad accompagnare i primi singoli (Odore d’incenso, Quando te ne vai e la title track) sono poi bellissimi e particolari video, realizzati con l’uso di disegni ed animazioni.

La scelta di utilizzare le animazioni nei videoclip è data dall’incontro con Roby il Pettirosso, famoso illustratore che seguivo già da molto tempo. Il suo stile molto onirico rappresenta le parole dei miei testi in modo originale. È stato un onore aver avuto l’occasione di collaborare con un artista del suo calibro. In conclusione sono felicissimo che i video come l’album stiano piacendo alla stampa ed agli ascoltatori. Sto ricevendo messaggi bellissimi ed ottime recensioni. Siccome sono una persona molto ambiziosa, da un mesetto sono tornato in studio a registrare nuova musica. Spero possa uscire prestissimo!