Sio e Dado raccontano ‘Shonen Ciao’: «Far ridere in modo rispettoso è possibile»

La nostra intervista a Sio e Dado, che ci raccontano l'antologia a fumetti 'Shonen Ciao', in edicola dal 4 dicembre.
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Dal 4 dicembre è in edicola, a cadenza trimestrale, Shonen Ciao (edito da Shockdom), una nuova antologia a fumetti curata da Sio. Il celebre fumettista e YouTuber è il direttore artistico del nuovo periodico (e autore della copertina) che proporrà le storie di sei giovani talenti, tre autori e tre autrici. Shonen Ciao vede infatti la partecipazione di Eleonora Bruni, Ilaria Catalani, Dado, Daw, The Sparker e Chiara Zuliani che – per ogni numero – racconteranno una storia da dieci tavole ciascuna. In linea con gli ideali condivisi da Sio, da sempre apertamente schierato nella difesa dei diritti umani contro i pregiudizi, le storie della raccolta affrontano – in maniera apparentemente semplice, ma in grado di far riflettere – tematiche importanti per i giovani d’oggi, come la paura e l’accettazione del diverso, la parità di genere, il rapporto genitori-figli.

«Volevo sfruttare la mia visibilità per far conoscere fumettisti bravi. – ci racconta Sio – I sei fumettisti hanno la qualità di autori affermati, ma secondo me non sono abbastanza conosciuti. Non hanno la visibilità che dovrebbero avere, a iniziare da Chiara Zuliani che apre la rivista e che è un’autrice pazzesca. Per qualche motivo mi segue tanta gente che ama i fumetti, quindi sento di avere la responsabilità di presentare persone molto brave».

Dado, in particolare, è l’autore di Time Clash.

«A volte per fortuna possiamo sentirci liberi di fare cose per divertirci senza pensare al target o all’editoria del progetto. – ci dice Dado – Ci sentiamo molto più liberi di esprimerci. A me piacciono i viaggi nel tempo e ho tirato già una storia comica, in cui c’è anche un po’ di azione. Avrei voluto avere più pagine, perché le pagine son sempre poche».

Shonen Ciao: umorismo e rispetto

«L’unico paletto che ho messo è che non volevo storie tristone, volevo categorizzare questa rivista come fumetti umoristici. – ci spiega Sio – In Italia il fumetto umoristico ha una tradizione lunghissima, ma c’è poco in questo momento. C’è Topolino e poco altro, soprattutto se parliamo di riviste raccoglitori. Eppure il pubblico c’è».

«Quando ne abbiamo parlato un anno fa, cercavamo di capire il target e come uniformarci tra di noi. – continua Dado – Alla fine, però, abbiamo deciso di fare qualcosa di buffo senza neanche precisare il target, e questo è il bello. Sio ha ovviamente scelto una rosa di autori e autrici uniti da un modo di fare fumetti comune. Non c’è stato bisogno di accordarsi troppo, a tutti noi piace fare quel tipo di fumetto».

La sfida di riuscire a far ridere restando rispettosi non è stata comunque semplice.

«L’umorismo è la sfida più grande, perché è la cosa che invecchia più velocemente. – ci spiega Sio – Ci sono cose che fanno sempre ridere, mentre il resto cambia molto in fretta. La sfida grossa è riuscire a far ridere in un’epoca in cui ci sono cento nuovi meme al giorno. E farlo, tra l’altro, in modo rispettoso. Spesso la risata si genera facendo battute abrasive, mentre cercare di far ridere senza offendere la sensibilità di nessuno è difficile, ma pensiamo che sia possibile. Il politically correct è un discorso di rispetto».

«L’umorismo va capito nel contesto in cui viene fatto. – aggiunge Dado – È importante chi fa la battuta, a chi la rivolge e in quale contesto la fa. Le sfaccettature sono tante».

Fumetti, edicole e le vetrine per i fumettisti

«Shonen Ciao è l’ennesima sfida che Shockdom ha deciso di accettare .- dice Lucio Staiano, fondatore e responsabile di Shockdom – Da tanti anni, ormai, le riviste antologiche di fumetti non hanno successo e purtroppo sono costrette a chiudere. Portarne una nuova in edicola, di questi tempi, è molto rischioso e ne siamo consapevoli, ma siamo anche coscienti del valore degli autori coinvolti e siamo fiduciosi».

Qual è dunque il valore, al giorno d’oggi, dell’edicola come meta in cui scoprire e acquistare i fumetti?

«Credo che l’edicola sia un sistema che usano i bambini – ci risponde Dado – perché magari i genitori non sanno dove andare e vanno lì comprando ciò che trovano. La fumetteria o la libreria sono per chi già compra i fumetti in autonomia. Per un pubblico più generalista come i bambini l’edicola è perfetta».

«Le edicole si difendono molto bene. – aggiunge Sio – Per chi vuole leggere fumetti non c’è un equivalente capace di raggiungere la stessa quantità di pubblico. Finché rimarrà un’edicola in Italia ne varrà comunque la pena. Ci sarà sempre bisogno dell’edicola».

Lanciare un fumetto a scatola chiusa è ancora possibile?

In questo senso, un’antologia come Shonen Ciao acquisisce ancora più valore, perché «un fumettista ha tante strade per farsi le ossa – precisa Sio – ma farsele su una pubblicazione ampia è molto utile».

«Le riviste raccoglitrici non hanno avuto vita facile in Italia, ma sicuramente erano anche epoche diverse. Io personalmente sto cercando di creare un brand che dia radici forti a questo progetto e ad altri in futuro. Vorrei far ridere e essere super safe per tutti, ma non è una debolezza».

«La difficoltà sta e stava nel lanciare un fumetto a scatola chiusa, perché non è più come una volta. – aggiunge Dado – Un tempo entravo in fumetteria e compravo venti numero 1 di diversi fumetti. Al giorno d’oggi, con internet, puoi già farti un’idea di ciò che ti piace e di ciò che non ti piace, quindi è ancora più difficile lanciare un autore o un gruppo di autori partendo da zero. Forse è impossibile».

E infine, una precisazione. «Ciao è il nome della rivista più venduta in Giappone per ragazze. Quindi Shonen Ciao – spiega Sio – una crasi di Shonen Jump e Ciao. Il nome è una cavolata che richiama questi due nomi e unisce i due pubblici, quello maschile e quello femminile». Che non si dica, insomma, che Shonen Ciao è un fumetto per soli ragazzi.