Peter White: «La consapevolezza di essere tra un estremo e l’altro»

Venerdì 20 novembre esce 'Rosé', il nuovo singolo di Peter White. Un'analisi delle sfumature e un video completamente grafico.
- - Ultimo aggiornamento
loading

Venerdì 20 novembre è uscito Rosé, il nuovo singolo di Peter White. A pochi mesi dalla pubblicazione di Sabato sera feat. Gemello, che a sua volta aveva seguito l’uscita del brano Poker, il cantautore romano regala agli ascoltatori una nuova canzone sull’importanza delle sfumature.

«Rosé nasce in un giorno di pioggia a novembre dell’anno scorso. – ci racconta Peter White – Era pomeriggio inoltrato, ero in studio e ho iniziato a suonare la chitarra. Così è nato il provino di Rosé. Ho fatto ascoltare il provino ai miei produttori, Polare e Niagara, e ci abbiamo lavorato. Il brano è nato acustico, poi si è trasformato in un suono anni ’80 fino a che il ritornello non è diventato pop punk. Direi che è un ibrido».

Rosé, anche per questo motivo, è «cullata da un estremo all’altro. Dalla calma al caos. Da un sospiro al maestrale».

«Il brano è un’analisi delle sfumature, la consapevolezza di essere tra un estremo e l’altro. Rosé è proprio una raccolta di dettagli di vita quotidiana che restano impressi. Sentivo che valeva la pena trascriverli».

Il video di Rosé è totalmente grafico, semplice, essenziale, caratterizzato da poche cromie che si alternano come pennellate di colore su una tela, in cui prendono forma le immagini evocate dalle parole di Peter White, come un bicchiere di vino, un libro, un maglione, la pioggia scrosciante, la luce dei lampioni che illuminano la strada.

«Il video è opera di Lorenzo Miola che ha curato anche la cover. – spiega Peter White – Grazie al suo video siamo riusciti a creare un’atmosfera animata che rende benissimo l’idea che avevamo del brano».

«Ogni mio brano trova la sua casella, la sua tessera del puzzle. – conclude Peter White – Poker e Sabato Sera hanno due linee diverse. La musica è una forma d’arte e, in quanto tale, non conosce limiti. Se un brano è credibile vale la pena che venga lavorato e fatto uscire».