‘Scena Unita’, un fondo per i lavoratori dello spettacolo: «Un moto spontaneo di senso civico»

'Scena Unita - per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo' è il fondo partito da artisti e enti privati. Tutte le info.
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Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo è la risposta del mondo degli artisti per supportare in modo diretto e concreto quei lavoratori senza i quali la loro arte non può prendere forma. Un fondo in cui il mondo degli artisti si è unito a quello degli enti privati per dare un contributo concreto alla filiera, cercando anche di guardare ad un possibile futuro.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa alla presenza degli artisti e delle realtà coinvolte, con Cristina Parodi incaricata di tenere le fila della presentazione.

«Da un lato la necessità è quella di creare un’operazione di welfare. – dichiara proprio la Parodi – Dall’altra è quella di creare progetti che possano far ripartire tutto il settore. Scena Unita è partita dagli artisti stessi, perché è difficile chiedere alle persone un’ulteriore sforzo nel periodo che stiamo attraversando».

Il Fondo Scena Unita  per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo sarà gestito da CESVI, organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 in collaborazione con La Musica Che Gira Music Innovation Hub.

«È un’iniziativa di gruppo, senza nessun artista non sarebbe stato possibile. E sono coinvolti più di 70 artisti. – spiega Fedez – È un moto spontaneo di senso civico e responsabilità sociale. L’idea era quella di far partire un’iniziativa dalla triplice valenza. Innanzi tutto, volevamo un clima di forte coesione che potesse distendere un clima sempre più divisivo. In secondo luogo, volevamo cercare di recuperare più fondi possibili per aiutare quei lavoratori che permettono a noi di mettere in scena ciò che facciamo. La pandemia è stata solo l’acceleratore di una problematica già esistente. Le maestranze della musica e dello spettacolo non sono mai state mappate, il problema era pregresso. Infine, vogliamo cercare di aiutare anche in questa situazione. Il fondo nasce anche per agevolare e aiutare i lavoratori che sono parte integrante di questa mappatura».

«Non avrebbe avuto senso chiedere aiuto a tutte le persone. – continua Fedez – Ad oggi per noi aveva senso che gli artisti si spendessero in prima persona. Tutti gli artisti che hanno aderito hanno donato, ed è importante anche a livello simbolico vedere gli artisti rimboccarsi le maniche. Tutti i partner hanno donato. Ora vogliamo chiedere a tutti i brand e le aziende che lavorano e collaborano con gli artisti di spendersi. Anche alle aziende lontane da questo mondo».

Al momento, sono stati già raccolti due milioni di euro, di cui un milione di euro è stato donato da Amazon Prime Video e 250mila euro da Intesa San Paolo.

Scena Unita e il progetto Dream Hit

22 novembre: il progetto Dream Hit è ai blocchi di partenza e mette in campo tutte le sue carte. Parte infatti domenica 22 il social talent show alla ricerca della hit dei sogni, inaugurando la fase delle audizioni con una live performance di prim’ordine. 

Fedez, Achille Lauro, Mahmood, Elodie, M¥SS KETA, Carl Brave, Ernia, Cara e Beba: questo il cast al completo che salirà sul palcoscenico di Dream Hit – The Social Concert ed entrerà nelle case di tutti grazie alla diretta streaming sul canale YouTube di Intesa Sanpaolo. Ma, se non bastasse il cast, c’è un altro importante motivo per seguire l’evento.

Questa live performance, rigorosamente accessibile a tutti, sposa un’importante iniziativa di sostegno ai lavoratori del mondo della musica e dello spettacolo. Il concerto infatti sarà totalmente gratuito, com’è giusto che sia questa grande festa della musica, ma è previsto l’accesso Premium Experience a contenuti ed experience speciali per chi vorrà fare una donazione di almeno 10€ a favore del progetto Scena Unita aperto a tutti sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo, main partner di Dream Hit e primo donatore dell’iniziativa.

«Il mondo streaming può vivere in questa emergenza. – commenta Fedez – Anche se lo stato dell’arte non può tornare come prima, con un po’ di ingegno si può sopperire a questa problematica. Nella pancia di questa iniziativa ci sono due anime: l’assistenzialismo e la volontà di destinare parte dei fondi a una fase progettuale. Dobbiamo investire a fondo perduto su progetti per far lavorare queste persone. Sono grandi eccellenze, non è carità ma un atto dovuto».

Parlano gli artisti

«Sono un garante di questo progetto. – commenta Gianna Nannini in video collegamento – Ci credo, questa iniziativa è supportata dai professionisti dello spettacolo. È importante far capire la problematica di queste persone. La musica deve cambiare, ma la prima cosa è non perdere i professionisti dello spettacolo».

«Sono veramente contento che si passi a fare delle cose. – aggiunge Gianni Morandi – Abbiamo parlato molto in questi mesi dei lavoratori dello spettacolo, ma il fatto che facciamo anche noi un gesto concreto è una cosa importantissima. Tutta la nostra partecipazione è pratica ed è la cosa più importante. Sono sicuro che da questo momento crescerà tutto e riusciremo a dare una mano a queste persone. Non possiamo non farcela, il mondo non può vivere senza musica».

«Siamo un paese che ha fondato le sue radici nella cultura, nei teatri, nei musei, nella musica, in persone che danno spazio agli emergenti. La rilevanza culturale è nostra ed è nostro dovere tutelarla. – commenta Achille Lauro – Credo molto anche nella progettualità, sperando che questo periodo finisca. Bisogna ripensare il mercato e ricostruirlo partendo dalle esigenze di artisti e associazioni. Sappiamo qual è l’obiettivo e quali siano i bisogni degli utenti».