Venerdì 13 novembre esce ‘Contatto’, il nuovo album dei Negramaro. La band ci racconta l’origine del progetto.

Si intitola Contatto il nuovo album dei Negramaro, in uscita venerdì 13 novembre. Contatto arriva a distanza di tre anni dal successo del precedente disco Amore che torni (Doppio Disco di Platino). Un album figlio dei nostri tempi, che Giuliano Sangiorgi descrive come «una pagina di storia emozionante».

«Quello che è successo è semplice. – esordisce subito Giuliano – Dopo due anni e mezzo di lavori incredibili, con il ritorno agli stadi e ai palazzetti, ci siamo legati alla vita e alla nostra amicizia. La musica è un corollario di ciò che siamo, siamo più di una famiglia. Siamo una famiglia contemporanea».

«Contatto ha più di un anno di scrittura. La parola più ambita sul pianeta terra è in realtà il titolo. Lo avevo usato più di un anno fa per raccontare cosa stesse succedendo nel pianeta. Mentre parlavamo tra di noi, mi sono reso conto che la parola Contatto, che per antonomasia ha dentro di sé il tatto e il sangue, si era svuotata di questa fisicità. Poi sono accadute cose incredibili e questa parola ha fatto il triplo salto vitale. Ora ha un lato onirico stupefacente. La title track quindi si è scelta da sé».

Non una semplice playlist di canzoni, ma un concept album sul cambiamento il cui simbolo è la farfalla che incarna proprio l’evoluzione e il movimento. Con la direzione creativa di Thestylepusher, la copertina del disco è un progetto 3D nato dalla collaborazione tra i Negramaro e il 3d artist Amin Farah di Theblacklab. Sulla cover sono raffigurati quattro umanoidi, senza caratteristiche somatiche definite, che con le loro ombre riproducono appunto una farfalla.

I Negramaro, in realtà, stavano lavorando a un album già prima del lockdown. «Durante il lockdown si è arenato il sogno. – dice Giuliano – Poi Ermanno ci dice Ma non stavamo facendo un disco?. Quella frase mi ha svegliato. Abbiamo ricominciato da casa a recuperare i pezzi del disco per poi realizzare questo lavoro».

«La parola Contatto è un sogno. Avevamo già gli occhi accesi. È un qualcosa da superare insieme nonostante le distanze e le accortezze. Abbiamo sempre trattato in modo piccolo e spicciolo tematiche alte. Non cantiamo di parole googlate il giorno prima, le canzoni altrimenti finiscono nel momento stesso in cui le ascolti. Con questa parola celebriamo il sogno».

Negramaro e Andro, la produzione dell’album Contatto

La produzione di tutto l’album è firmata da Andrea Mariano che ha realizzato un sound potente e personale. Un vero lavoro tailor made sulle singole canzoni, capace di creare un vestito emotivo e sonoro unico attraverso e con un’attitudine a tratti progressive. Mentre i tre brani centrali dell’album Come se non fosse successo mai niente, E se domani ti portassi al mare e Scegli me sono un tuffo nelle tra le onde sonore degli anni ’90.

«Contatto è un album coraggioso. – dice Andro – Non perché abbiamo volutamente forzato le dinamiche del processo produttivo. Abbiamo cercato di guardarci intorno e guardare i nuovi linguaggi che si usano per fare musica in questo periodo. Cerchiamo sempre cose nuove. Non è scontato che degli amici mi abbiano lasciato le chiavi del furgone. Loro sono stati la mia palestra, ho imparato tanto da loro in questi anni, anche se ho sempre cercato di apportare un punto di vista esterno. Ho fatto uno sforzo enorme per distaccarmi e prendermi alcune responsabilità. Sono contento perché mi hanno sostenuto fin dall’inizio, anzi mi hanno proprio gasato. Mi hanno spinto a fare cose coraggiose».

Giuliano Sangiorgi: «Ogni canzone è politica»

«Questo momento planetario è importantissimo. – commenta Giuliano a proposito del periodo che stiamo vivendo – Dal tuo angolo piccolo di casa puoi trattare anche tematiche alte. Vogliamo fare questo. C’è un romanticismo spigoloso nuovo nelle nuove generazioni. Penso a Madame o a Fasma, che sono capaci di creare una letteratura musicale nuova, e questo mi affascina. Questa pandemia è un imbuto che ingoia tutto e dà una sensibilità nuova. Qualcuno direbbe che Contatto forse è l’album della maturità, ma per me è l’album dell’immaturità. Voglio che sia così. Non voglio reagire a commenti di una bestialità disumana. Abbiamo trattato in questo disco tutte le tematiche umane di cui non abbiamo voluto parlare sotto i post. Sono un cantante, canto e scrivo canzoni. Questo è il mio post. Ogni canzone, in fondo, è politica».

«In questo album ci sono singole storie forti, accomunate dal contatto. Una culla di pace in cui abbiamo inserito le canzoni per raccontare la pace anche a noi stessi. Dobbiamo sopravvivere. – conclude Giuliano – Il senso di ciò che facciamo non c’è se non stiamo insieme. L’unica salvezza è l’altro da sé».

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