AmaSanremo, Davide Shorty racconta ‘Regina’: «Il palco è una sfida con me stesso»

Si intitola 'Regina' il brano di Davide Shorty. Nato in appena mezz'ora, Davide lo descrive come un pezzo dal sound irresistibile.
- - Ultimo aggiornamento
loading

Si intitola Regina (Totally Imported/The Orchard) il nuovo singolo di Davide Shorty, presentato all’interno del programma AmaSanremo condotto da Amadeus, in onda ogni giovedì dal 29 ottobre al 26 novembre alle 22:45 su Rai 1 e Radio 2

«Regina è nata nel 2018. – ci racconta Davide – Era settembre e io e la mia band siamo stati invitati da Andrea Guarinoni nel suo studio sul Lago Maggiore. Siamo stati una settimana isolati dal mondo a scrivere musica. Così è nata Regina, in mezz’ora. A fine giornata ci siamo resi conto che non riuscivamo a smettere di ascoltare questo pezzo».

Il brano è stato scritto da Davide Shorty, Emanuele Triglia, Claudio Guarcello e Davide Savarese. La proposta di presentarlo alle selezioni per la Sezione Giovani del prossimo Festival è venuta proprio da Davide Shorty, con qualche accortezza.

«Dovevamo trovare la persona che riuscisse a trovarle il giusto vestito da gala. – continua Davide – Tommaso Colliva ha trattato il pezzo con un’umiltà disarmante. Non si è permesso di snaturarlo, anzi ha tenuto la vibe originale senza forzare troppo la mano e ha modificato l’arrangiamento in modo molto naturale. Abbiamo lavorato tutti in armonia, anche se a distanza».

«Non riuscivamo a smettere di ascoltarlo, per questo abbiamo pensato a Sanremo. Era un cross over tra la tradizione cantautorale e il funk, il soul e il rap. Era la cosa più adatta senza snaturarci. Parlo al plurale perché non sono solo in quest’avventura, il brano è tutti noi».

Davide Shorty e AmaSanremo

«Il palco di Sanremo – ci dice Davide – è una sfida con me stesso prima di tutto. Non mi sento in competizione con nessuno, credo che la musica sia lasciarsi ispirare dalle circostanze. Un modo per poter controllare i nervosismi e la tensione e per dare il meglio di me, cercando di portare la musica a più persone possibili».

«Durante il lockdown mi sono ritrovato a guardarmi dentro, a meditare tantissimo e a prendere contatti con persone che non sentivo da tanto. Ho cercato di migliorarmi e usare quel tempo non solo in modo creativo, ma anche introspettivo».