Dopo ‘Magellano’, il viaggio musicale di Francesco Gabbani riparte da Sanremo con ‘Viceversa’, che dà il titolo anche al nuovo album. La nostra intervista.

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È un Francesco Gabbani che forse Sanremo, o meglio il pubblico del festival, non si aspetta. Dimenticate, infatti, trovate da palcoscenico e coreografie scimmiesche: l’effetto sorpresa questa volta è affidato a un brano che mette in luce la sensibilità più intima del cantautore, più vicina a Foglie al gelo che a Occidentali’s karma per intenderci.

Scritto dallo stesso Francesco, sia nel testo sia nella musica, con alcuni interventi di Gino Pacifico e la produzione di Matteo Cantaluppi, Viceversa è il brano a cui Gabbani affida il suo ritorno sulle scene. Un rientro che vede anche la presenza di Matt Sheeran (sì, il fratello di Ed), al quale sono stati affidati arrangiamento e registrazione degli archi.

E galeotta fu proprio Viceversa, come di dice l’artista: “Senza questo pezzo quasi sicuramente non avrei neppure pensato al Festival. È nata a settembre 2019 e mi ha convinto di poter candidarmi a Sanremo 2020 perché mi permette di andarci senza il presupposto di dover bissare quello che ho già fatto.”

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È un bisogno nuovo quello di Gabbani, che dopo aver stupito e sorpreso la platea dell’Ariston con il sorriso, ora centra i cuori con un brano che mette al centro il senso dell’amore come condivisione. “Il tema centrale che torna poi in tutto l’album è quello del condividere, inteso come rapporto tra individuo e collettività. Credo che la gentilezza e la sensibilità dovrebbero trovare sentimenti di forza: sono un dono, anzi vera dinamite.”

Credo che ogni sinergia abbia senso solo nella condivisione. E un modo di interpretare l’amore è intenderlo come qualcosa che esiste nel momento in cui c’è quella condivisione.

Il percorso di scrittura dopo Magellano, ha portato il cantautore a un lavoro di scavo che lo emoziona anche solo nel parlarne, una vera terapia interiore. “Mi piace scrivere gli album alla vecchia, pianoforte e voce, e su questa sostanza emotiva ci mettiamo poi il vestito.

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Per questo ringrazio Matteo Cantaluppi e Gino Pacifico. La sinergia con Matteo ha valorizzato canzoni che già c’erano in nuce mentre Gino mi ha aiutato quasi in modo psicoterapeutico a trovare la sicurezza per sottolineare quello che avevo cercato di vomitare nello scrivere il disco. E stato un ottimizzatore.”

Sono contento di andare al Festival portando un brano che anche la firma di Pacifico. È una bellissima persona, di un’intelligenza e sensibilità incredibili.

Così, ora, dopo l’intimità dello studio di registrazione la musica diventa condivisa, in uno scambio costante con il pubblico. “Non ho attese o pretese per questo Sanremo: ho solo voglia di cantare sul palco e godermela davvero, voglio emozionarmi: quello che mi incuriosisce ora è vedere la reazione della gente che pensa ‘chissà cosa si inventa questa volta’. E invece niente, non mi invento proprio niente. Sarà un festival in serenità.”

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Foto di Isabella Sanfilippo da Ufficio Stampa MA9PROMOTION

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